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VASTE (Poggiardo)
In viaggio insieme ai Messapi
nel Parco dei guerrieri
di Carmen Tarantino
Una
città messapica da vivere, da guardare e
da toccare. Se si volesse, addirittura da abitare.
Grazie a un gran lavoro compiuto nellarco
di ventanni sul sito archeologico di Vaste,
frazione di Poggiardo, si concretizza ora un progetto
che fa rinascere in qualche modo la civiltà
che ha abitato queste terre duemilacinquecento anni
fa. Si tratta del Parco dei guerrieri, un sito archeologico
di circa venti ettari, distribuito su unarea
ancora più estesa, che va dallabitato
di Vaste fino alle Serre di Poggiardo.
Gli scavi sistematici, promossi fin dal 1981 dallIstituto
di Archeologia dellUniversità di Lecce,
diretto dal professore Francesco DAndria,
in collaborazione con lEcole Française
di Roma, la Scuola Normale di Pisa e la Soprintendenza
Archeologica della Puglia, hanno permesso di rilevare
in quellarea tracce consistenti dellabitato
iapigio, risalente allVIII-VII secolo a.C.,
che si sovrappone ad un impianto delletà
del Bronzo.
Sulla vasta distesa di verde lungo tutto il parco,
percorribile attraverso una chilometrica pista ciclabile,
si ergono le mura della fortificazione, databili
al IV secolo a.C. Grazie al restauro e alla ricostruzione
integrativa, ora è possibile la lettura di
un tratto molto importante di questa cinta muraria,
costituita da due linee di blocchi litici di enormi
dimensioni unite da un terrapieno, che peraltro
apre il passaggio a due porte dellantica Basta:
le cosiddette Porta nord e Porta
est. Responsabile del progetto è anche
larchitetto Francesco Baratti, assistente
di DAndria, che ha svolto, e continua a svolgere,
il lavoro di ricerca per la ricostruzione della
fortificazione.
La straordinaria cinta muraria è stata disegnata
con un sistema di dune artificiali sulle quali si
trovano cinque sagome di guerrieri messapici realizzati
in ferro da uno scultore di Cavallino, Ferruccio
Zilli, sulla base delle figure rappresentate sui
vasi di età ellenistica.
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A
difesa di una città, ovviamente, non poteva
mancare, per supportare il compito dei cinque
guerrieri che puntano le loro lance contro lorizzonte,
la torre dassedio, ricostruita interamente
in legno (come quella originale, visto che la
zona era in prevalenza boschiva) e a grandezza
naturale, tanto che è possibile salirci
sopra e dominare con lo sguardo tutta larea
circostante. Un altro modo per il visitatore di
dimenticare per qualche minuto se stesso e sperimentare
in prima persona cosa potesse significare per
gli antichi salentini stare a guardia del proprio
territorio.
Vaste, di cui si parlava già nelle opere
di Plinio e di Tolomeo e dove fu rinvenuto il
primo esempio di scrittura messapica, rappresenta
uno dei siti più interessanti per la quantità
e la qualità dei reperti che gli scavi
hanno restituito alla vista dei contemporanei.
Nel Fondo SantAntonio è stato possibile
riconoscere limpianto di capanne a pianta
ovale con muretto perimetrale di pietre a secco,
diversi focolari e scarichi di ceramica iapigia
associata a materiali greci di importazione. Una
di queste capanne è stata fedelmente ricostruita
con i materiali che dovevano essere stati utilizzati
allepoca, di dimensioni reali, in cui poter
entrare e compiere, con un po di immaginazione,
un salto in unaltra dimensione spazio-temporale.
Significative, inoltre, sono le fasi riferibili
al periodo tardoromano ed altomedievale, quando
i nuclei rurali sparsi nel territorio intorno
a Vaste rivelano probabilmente momenti di aggregazione
nel complesso religioso-funerario di Fondo Giuliano,
sulle serre di Vaste, comprendente la chiesa paleocristiana,
di cui sono visibili le fondamenta a più
strati, e la straordinaria necropoli rupestre
di fondo Melliche, già nota sin dagli anni
Ottanta, ma ben visibile soltanto da pochi anni.
A tutto questo si aggiungono il Museo archeologico
della civiltà messapica, allestito nelle
stanze del cinquecentesco Palazzo Baronale in
Piazza Dante, e la Cappella dei Santi Stefani.
Un percorso storico molto ampio, accanto alla
bellezza di un luogo ben tenuto, per quanto per
il Parco dei guerrieri, al momento, non è
ancora stato ideato un sistema di gestione e di
promozione.
Per le visite guidate si può comunque
contattare la cooperativa di servizi turistici
Penelope 2000 chiamando al Comune
di Poggiardo: 0836/909811.
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