Musei Salento...

BRINDISI
Tra sogno e storia, il giovane Ercole
e gli sguardi di bronzei condottieri
di Carmen Tarantino

Un salto in una dimensione altra... tra il sogno e la storia. Se non avete una guida, sarà lo spirito degli avi ad accompagnarvi lungo percorsi avvolti da un’atmosfera pervasa di fascino e meraviglia. Ascolterete i racconti suggeriti da figure femminili dalle lunghe vesti drappeggiate, bianche, marmoree eppure così morbidamente fluenti. Da teste di condottieri, dal volto impavido e le membra imprigionate per sempre in una bronzea giovinezza. Dalla sorprendente leggerezza di un semidio che porta al braccio, quasi fosse un soprabito, la pelle del leone nemeo, come a voler riporla, per poi finalmente riposare, a conclusione della sua dodicesima fatica... E infine da sguardi dionisiaci che appaiono tra i bagliori di vasi d’alabastro o di vetro straordinariamente conservati dopo 2500 anni.
Un salto in un’altra dimensione, a pochi chilometri dalla Grecia, a cui questo luogo è legato per sempre da un mare amico, da cui però diffidare perché fonte di vita e di morte, ponte di storia e di storie, di navi, di commercio e di avventure leggendarie. A centinaia di chilometri dalla Urbs Aeterna, ma anche a questa unito per sempre dalla prima superstrada della storia, la via Appia. Un salto a Brundisium, Brindisi, città ancora oggi di passaggio continuo per milioni di viaggiatori, città che ha vissuto la massima grandezza durante il periodo dell’impero romano di cui divenne colonia. Città del porto, che da allora diventò uno dei più importanti d’Italia. Città in cui i romani vissero, scrissero, crearono, dove costruirono templi, terme, anfiteatro e foro, caserme, accademie, la zecca e l’acquedotto.
Nel cuore di Brindisi, a fianco alla Cattedrale, c’è un luogo in cui è possibile respirare il flusso vivo della storia che ancora oggi corre lungo le vie di questa città e in qualche modo fa percepire un mito mai sepolto. Il luogo è il Museo Archeologico Provinciale “Ribezzo” che sin dal suo ingresso sembra aprire al visitatore un passaggio verso mondi dimenticati, ma vivi, tra vegetazione e reperti archeologici. I corpi di marmo che hanno “perso la testa”, ma non la maestosità e l’eleganza, accolgono all’interno di un cortile, abbellito da piante e rampicanti che si fanno strada tra porzioni di colonne, epigrafi e capitelli. Un motivo dominante che ritroverete lungo tutto il percorso che conduce attraverso ben sei sezioni distribuite su quattro piani dell’edificio.

Intitolato a Francesco Ribezzo, archeologo e glottologo (1875-1952), il Museo dispone di numerosi e ampi locali e offre ai visitatori sei ambienti tematici: la sezione Epigrafica, con numerose e affascinanti iscrizioni in latino, ebraico e greco; quella Statuaria, con le splendide statue romane, dodici figure intere a grandezza naturale, rinvenute nel centro storico di Brindisi; la sezione “Antiquarium”, con le due sale comprendenti le collezioni Civica-De Leo e Marzano-Gorga, dove è possibile osservare da vicino vasi àpuli e attici, trozzelle e monete, conservati in ottime condizioni. Si procede con la sezione Preistorica, che mette in mostra i materiali di scavo, dei più vari, rinvenuti nel territorio della provincia e con la sezione Numismatica, comprendente monete di età classica, medioevale. ...erna.
In questi mesi, non è possibile accedere all’ultimo piano del Museo, dove sono in corso dei lavori di ristrutturazione dei locali per accogliere al meglio i “bronzi di Punta del Serrone”, le due statue restaurate del console Lucio Emilio Paolo e del “civis romanus” nelle vesti di togato. Insieme ai due bronzi principali che il mare ha restituito a Brindisi, ci saranno numerosi altri pezzi bronzei: teste-ritratti, immagini femminili e porzioni di sculture rinvenute in occasione degli scavi subacquei nell’estate del 1992.
È ancora a disposizione del pubblico, invece, l’”Ercole brindisino”, una statua di marmo (risalente al II secolo d.C.) rinvenuta nel ‘700 nei pressi della chiesa di San Paolo a Brindisi e ritornata dopo 241 anni nel luogo di origine. Al momento del suo fortunato ritrovamento, infatti, la statua fu richiesta e ottenuta da re Ferdinando IV e da allora collocata nel “Regio Museo di Napoli”. I brindisini non poterono far altro che realizzarne un ritratto su tela, posto poi nella Curia dei nobili, divenuta in seguito municipio. Ancora oggi il ritorno del giovane Ercole non è definitivo. Nonostante si stia tentando la richiesta di proroga di permanenza nella città pugliese, infatti, la statua dovrà ritornare al Museo archeologico di Napoli. Conviene quindi affrettarsi, prima che venga nuovamente restituita ai formali proprietari.
Il Museo Archeologico Provinciale “F. Ribezzo” è a Brindisi, in Piazza Duomo. Aperto da lunedì a domenica, dalle 8.30 alle 13.30; martedì, giovedì e sabato dalle 15.30 alle 18.30. Ingresso libero.
Info: 0831/565501.