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GALLIPOLI
Un occhio clinico sul Salento
Alambicchi,
clisteri, poltrone odontoiatriche, letti, apparecchi
diagnostici, pinze emostatiche, elettrocauteri,
fili, bisturi, lampade scialitiche... A duemilacinquecento
anni dal Giuramento di Ippocrate, ora che laspirina
ha da poco compiuto i cento anni, anche nel Salento
qualcuno si ferma per fare una riflessione su come
e quanto siano cambiati i metodi per curare dalle
malattie, soprattutto gli strumenti che arredavano
gli ospedali, e di come nellarco di pochi
decenni il progresso scientifico e tecnologico abbia
lasciato nei magazzini centinaia di oggetti che
soltanto fino agli anni Ottanta erano strumenti
indispensabili e di uso quotidiano negli ospedali.
A questo vasto patrimonio, testimonianze di un periodo
storico e sociale, la Asl Lecce 2 ha pensato di
dedicare un museo e una biblioteca. Una grande quantità
di attrezzature sanitarie e di materiale bibliografico
di interesse scientifico, non più attuali,
ma che hanno fatto parte della storia dellassistenza
sanitaria dei sei ospedali della Asl Le/2 del territorio,
verranno così catalogati, conservati e messi
a disposizione del pubblico. Nascono quindi il Museo
di Storia della Medicina e la Biblioteca degli Ospedali
del Salento: il Museo sarà ospitato al piano
terra del nuovo ospedale Sacro Cuore di Gesù
di Gallipoli, dove sarà custodito il materiale
strumentario sanitario non più in uso degli
Ospedali di Casarano, Gagliano, Gallipoli, Maglie,
Poggiardo, Scorrano e probabilmente anche degli
Ospedali delle Aziende Sanitarie Lecce 1, Brindisi
1 e Taranto 1. La Biblioteca storica sarà
invece attivata nellala più antica
dellOspedale Michela Tamborino
di Maglie. Anche la Biblioteca avrà una dimensione
interprovinciale.
Due iniziative culturali che la Asl Lecce 2 di Maglie
ha deciso di realizzare, iniziando dal Museo, cui
seguirà lallestimento della Biblioteca.
La scelta di Gallipoli non è casuale: dal
Sacro Cuore di Gesù, infatti, che già
possiede un nucleo iniziale di strumentario ed apparecchiature
intorno al quale strutturare la raccolta di altri
reperti, è partita la proposta distituzione
del Museo, che la direzione generale della Asl ha
condiviso e finanziato. Nel territorio della
Lecce/2 esistono ben sei ospedali, ciascuno dei
quali ha una propria storia, differente nelle origini
e nellevoluzione storica, ma accomunati dallo
stretto collegamento con le popolazioni locali,
tanto da divenire espressione diretta della capacità
di cura che le stesse si erano date, spiega
il direttore amministrativo della Asl, Enrico Viola,
che si è fatto carico di seguire in prima
persona liter dellistituzione.
Non è ancora possibile laccesso al
pubblico perché lallestimento del
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Museo
è in corso, compresa la verifica del miglior
criterio possibile per realizzare il sistema di
illuminazione delle sale. Il Museo,
riferisce ancora lavvocato Viola, contempla
tutto lo strumentario sanitario utilizzato nei
decenni scorsi e ancora reperibile in molte sedi
della Asl salentina. Noi abbiamo già effettuato
una ricerca accurata in tal senso, fornendo le
indicazioni necessarie a tutti i potenziali fornitori
del materiale e con unelencazione del tipo
di oggetti utili. Uno dei pezzi particolarmente
interessante è una poltrona odontoiatrica
degli anni Settanta, già portata al distretto
di Maglie, molto diversa da quelle che siamo abituati
a vedere oggi.
Lo spazio espositivo, per altro, non mancherà:
è stato identificato in un vasto ambiente
situato a piano terreno del Sacro Cuore
di Gesù, in posizione centrale, facilmente
accessibile da parte delle scolaresche e di chiunque
possa avere interesse a vedere da vicino oggetti
che levoluzione rende facilmente obsoleti
e il tempo trasforma velocemente in reperti. Importante
soprattutto la finalità di questa operazione:
Riteniamo infatti, continua Viola
che la pagina dellassistenza sanitaria
non è secondaria per la crescita della
popolazione. A partire dalla riforma della sanità,
in base alla legge 833 del 1978, sono avvenuti
in questo mondo dei notevoli cambiamenti, il concetto
stesso di tutela della salute ha avuto un mutamento
radicale con forti ripercussioni dal punto di
vista sociale. Il Museo non nasce tanto con lintenzione
di mettere insieme e depositare degli oggetti
in un luogo, quanto dalla volontà di dare
a tutti la possibilità di capire quali
sono stati i passi che la nostra società,
quella di questo territorio, ha compiuto per la
tutela della salute, attraverso prove e documentazioni
che dimostrano come siano cambiate le esigenze
della popolazione e di come si è manifestata
nei decenni la generosità e la solidarietà
sociale.
Dagli scaffali della Biblioteca si potrà
invece prendere e consultare tutta quella documentazione
che riguarda la storia della sanità locale,
a partire dagli atti costitutivi e finendo con
gli statuti, i regolamenti, i documenti con le
composizioni degli organi deliberanti. Un vasto
archivio di testimonianze attraverso cui compiere
il percorso storico che ha portato dalle opere
pie agli enti ospedalieri, ai comitati di gestione
degli anni Settanta, fino alle Asl.
Abbiamo la possibilità, aggiunge
il dottore Viola, di effettuare studi che
aiutino a far comprendere meglio la civiltà
di cui i reperti sono espressione. Mentre si è
abituati a studiare altri aspetti di manifestazione
dellesistenza, così non avviene per
quelli più patologici, legati ai momenti
di bisogno di cura della popolazione salentina.
Attraverso il Museo e la Biblioteca storica, si
potranno ricavare molti elementi per comprendere
e valorizzare la tipica natura di solidarietà
e di umanità che vi è nel Meridione,
e nel Salento in particolare. (C.T.)
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