CAVALLINO
Balcone con vista
sugli antichi padri del Salento

Il grande balcone sulla storia, una piattaforma
sopraelevata per la veduta panoramica, dischiude le
porte sulla civiltà degli antichi padri del
Salento. Ed un percorso pedonale e ciclabile di circa
due chilometri congiunge larea degli scavi archeologici
al moderno insediamento urbano di Cavallino. Ad una
manciata di chilometri dalla Città del Barocco
sorge il Parco Archeologico di Cavallino, uno dei
primi esempi nel Salento di Museo Diffuso storico-ambientale,
ovvero un luogo dove le emergenze archeologiche visibili
sono state inserite, attraverso un attento lavoro
di restauro e recupero ambientale, in una vera e propria
area di riserva paesaggistica.
Un nuovo concetto di Museo, dunque, che non è
più lo scrigno in cui si custodivano i capolavori
degli anni 70, ma un luogo dove si sta a contatto
con la natura, ed è lo stesso scenario naturale
a costituirne le teche, insieme, naturalmente,
alle testimonianze archeologiche disseminate lungo
il percorso. Una volta varcata la soglia del Parco
Archeologico di Cavallino, il visitatore scopre passo
dopo passo i resti di dimore e tombe, cisterne e monumenti,
strade e canalizzazioni per lacqua di quello
che fu uno dei maggiori insediamenti messapici delletà
arcaica.
Larea
archeologica, estesa circa dieci ettari, è
direttamente collegata con il Palazzo Baronale ed
il Convento dei Domenicani, grazie allesemplare
lavoro di riammagliamento tra i due agglomerati urbani:
quello Messapico di età arcaica, risalente
al VI-V secolo a.C., e quello moderno. Un grande terrazzamento
darchitettura moderna, realizzato in carpenteria
metallica, con copertura in policarbonato, apre ai
visitatori una visione dinsieme dellintera
struttura e costituisce limponente ingresso
del Parco. È quello che il Professor Francesco
DAndria ha definito magistralmente un balcone
sulla storia, evidenziando la suggestione che
esercita sul fruitore la visione dallalto dellintero
sito archeologico. Questo grande portale daccesso
è una sorta di trait dunion tra la civiltà
del terzo millennio e quella degli antichi Messapi,
spiega larchitetto Francesco Baratti, responsabile
dei lavori, sottolineando la valenza innovativa di
una scelta insolita, importante, sicuramente
coraggiosa. Su questa piattaforma sopraelevata
per la veduta panoramica sarà collocato anche
un totem multimediale, grazie al quale è possibile
effettuare una visita guidata virtuale. Linstallazione
della postazione rientra nel progetto Land-Lab, ovvero
il Laboratorio Multimediale di Ricerca, Formazione
e Comunicazione sui paesaggi archeologici. Grazie
a questo totem i visitatori possono entrare a 360°
nella dimensione del Parco Archeologico, attraverso
touch-screen e dati informativi.
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Da vedere allinterno del Museo Diffuso, una
volta cominciata la camminata a ritroso nel tempo,
ci sono i resti dellantico insediamento messapico
di età arcaica di Cavallino, uno dei centri
più importanti del periodo, insieme ad Oria
ed Ugento: una città fortificata costruita
al di sopra di un abitato delletà del
ferro, distrutta in età arcaica e mai più
riedificata. Un centro di estrema rilevanza archeologica,
oggetto di studio di esperti che giungono qui dallEuropa
e dal mondo. Sono visibili le fondazioni delle
case fatte con grossi blocchi calcarei informi e
lelevato, costituito di pietre più
piccole tenute insieme dal bolo, una terra argillosa
che funge da collante, spiega larcheologo
Corrado Notario, che sottolinea limportanza
dellarea archeologica di Cavallino, sede del
Museo Diffuso e di un Cantiere Scuola di archeologia
unico in Europa.
Il Parco Archeologico di Cavallino nasce, infatti,
come un cantiere scuola per gli studenti
della Facoltà di Beni Culturali e la Scuola
di Specializzazione in Archeologia dellUniversità
degli Studi di Lecce, diretta dal professor Francesco
DAndria, per poi aprirsi adesso anche alla
fruizione per il pubblico, ferma restando la sua
fondamentale valenza didattica per studenti e ricercatori.
Il percorso allinterno del Parco si avvale
di una ventina di leggii che costituiscono un indispensabile
supporto alla fruibilità e lettura delle
emergenze archeologiche visibili. Le strutture didattico-illustrative
comprendono anche laboratori ed aule didattiche
allaperto.
Encomiabile lo sforzo di restauro archeologico,
conservativo ed integrativo sullintera area
oggi aperta al pubblico. È stata operata,
infatti, una definizione precisa delle nuove aree
di scavo, e parallelamente si è proceduto
al recupero delle aree di scavo precedenti. Gli
scavi, cominciati già nel 68 e poi
sospesi più volte, per essere definitivamente
ripresi solo nel 2000, presentavano lacune murarie
o strutturali che sono state colmate e si distinguono
dai blocchi preesistenti.
Laspetto particolarmente innovativo del Museo
Diffuso consiste nel suo approccio metodologico,
che si prefigge di gestire le problematiche e le
dinamiche proprie del territorio, integrando la
risorsa storico-ambientale con quella turistica,
attività capaci di divenire lelemento
portante per lo sviluppo socio-economico del Salento.
Il progetto del Museo Diffuso di Cavallino, la cui
realizzazione è stata resa più agevole
dallubicazione dellinsediamento a ridosso
dellabitato, costituisce un nuovo metodo di
progettazione dei parchi archeologici, più
compatibile con i valori storico-ambientali del
luogo ed attento a misurarsi con le problematiche
di assetto urbanistico e territoriale.
Al momento, oltre ad i dieci ettari sui quali si
è già provveduto ad intervenire, esistono
oltre cinquanta ettari sui quali il lavoro di restauro
archeologico, conservativo ed integrativo deve ancora
cominciare. Per quanto riguarda gli sviluppi futuri
nellottica dellampliamento del Parco,
è da sottolineare limpegno costante
dellUniversità degli Studi di Lecce,
e quello dellUnione dei Comuni di Cavallino,
Lizzanello, Caprarica e Castrì. E se questo
è solo linizio, lavvenire sembra
dischiudere le porte su orizzonti sempre più
rosei.
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