Musei Salento...
CALIMERA
  
L’affascinante viaggio nel mondo degli animali
  di Loredana De Vitis
Immaginate di dover raffigurare la natura. Insetti, molluschi, mammiferi e rettili in primo piano, uccelli nel cielo, molluschi nel mare, fossili di animali e piante sotto terra. Che ve ne pare? È un quadro che potete ricostruire visitando il Museo di Storia naturale del Salento, a Calimera, un posto dove la natura “sotto vetro” convive (si fa per dire) con gli splendidi animali custoditi negli acqua-terrari. Non solo. Accanto al Museo sorge un Centro di prima accoglienza per animali selvatici, che da anni si prende cura soprattutto di tartarughe e uccelli feriti.

Il Museo, nato nel 1984 e tra l’altro sede dell’Associazione salentina di Scienze naturali, è stato ristrutturato e nuovamente inaugurato lo scorso 25 aprile, e si presenta al pubblico con nuove, ricche collezioni. Nella sezione paleontologica, si possono ripercorrere milioni di anni di storia evolutiva grazie a esemplari di fauna fossile vertebrata e invertebrata: dai piccoli Trilobiti del Carbonifero ai grandi dinosauri del Cretaceo ai primi mammiferi, fino alla Tigre dai denti a sciabola, presente anche nelle caverne salentine in epoca protostorica. Nella sezione entomologica, la possibilità di ammirare alcuni esemplari dei 50 milioni di specie di insetti presenti sulla Terra (il 75 per cento dei quali ancora da scoprire). Un universo di indubbio fascino per la varietà dei colori, delle forme e delle dimensioni che a Calimera si contribuisce a studiare grazie a un Centro studi entomologici che, tra l’altro, ha scoperto due specie di farfalle notturne.
E poi c’è la sezione malacologica, con splendidi esemplari di Gasteropodi (Cypraeidae, Volutidae, Conidae, Muricidae, Harpidae, Bursidae, Xenophoridae, Olividae, Terebridae) e di Lamellibranchi, nella quale non si trascura il Mediterraneo, ricco di conchiglie magari meno appariscenti ma alle quali molti di noi sono affezionati. Infine, la sezione tassidermica con animali imbalsamati, un vero rettilario e un giardino con fagiani, anatre, pavoni, una puzzola, un furetto e altro ancora.
Il Museo civico di Storia naturale del Salento è a Calimera in via Europa 95, ed è gestito dalla cooperativa Naturalia. Il biglietto d’ingresso costa 2,60 euro, con riduzioni a 1,60 euro per bambini sotto i 12 anni, adulti sopra 70 anni e gruppi organizzati. Il Museo è aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12 e dalle 17.30 alle 20.30 (escluso il lunedì pomeriggio); per prenotare una visita guidata (possibile anche la domenica per i gruppi organizzati) occorre chiamare il numero 0832/875301.

Anche un pronto soccorso per gli ospiti in difficoltà

Accanto al Museo di Storia naturale del Salento, a Calimera è attivo un Centro di recupero per la fauna selvatica (recentemente balzato agli onori delle cronache per un’accusa di commercio di animali protetti, su cui la giustizia sta facendo il suo corso). Il Centro non si può visitare, ma le guide del Museo sono a disposizione dei visitatori per spiegarne le competenze. Ogni anno centinaia di animali, soprattutto uccelli, vengono curati e rimessi in libertà: in particolare in autunno e primavera, nel periodo delle migrazioni, molti esemplari presentano ferite di arma da fuoco oppure sono in fin di vita a causa dell’eccessivo dimagrimento. I casi più gravi, comunque, vengono mandati nel Centro regionale di Bitetto, una struttura più grande e con più mezzi.
Nel Centro vengono accolte anche tartarughe marine ferite per l’eventuale successivo smistamento nelle sedi più opportune (a Taranto o a Napoli), ma si ospitano pure esemplari della specie Testudo hermanni, attualmente in pericolo nel Salento. Le tartarughe sequestrate dalla Forestale vengono marcate e tenute in semi-cattività, per permetterne l’accoppiamento e la riproduzione. E se si parla di marcatura, al Centro si svolgono anche le attività di inanellamento e studio della fauna stanziale e migratoria, in collaborazione con l’Istituto Fauna Selvatica di Bologna. A queste attività possono assistere, su richiesta, anche i visitatori.