SAGRE

 

 

 

 

 

Profumo di idee giovani
nel granaio ricolmo di giornali

di Giuliana Coppola
Non ho voglia / di tuffarmi / in un gomitolo / di strade… Ti succede sempre così, in quest’aria di dicembre che ancora proprio fredda non è e fiorisce profumo di gelsomino ad attendere che nasca Gesù. Succede che ti aggrappi a sillabe di poesia; si posano nella tua anima e si fanno portare da te che, infine, ti rimetti in viaggio e si dipana gomitolo; ridiventa trama leggera di storia che oggi inizia da quest’angolo dolce ai piedi di Madonnina, nella piazza, salotto buono, di Maglie. C’è sole tiepido e d’un tratto, c’è abbraccio complice di Mario Falconieri, tuo giornalaio da una vita… un angolo e un abbraccio e sorriso di Madonnina… che altro Natale, vuoi, ti chiedi; sei ritornato a casa e ai tuoi piedi, oggi, un occhio di luce illumina granaio; lui, il granaio, è nido e culla e rifugio di giornali e ancora pensi che qui, in quest’angolo l’inverno tarderà davvero ad arrivare; qui c’è profumo di idee giovani, idee di Chiara, c’è profumo di poesia. Si dipana gomitolo; diventa trama della storia di Chiara che ha accolto testimone e della storia di Mario Falconieri che testimone ha passato e di un luogo-icona d’una città… ha sulle spalle tanti di quegli anni che non si contano più, da quel giorno che papà Antonio ritornò dalla guerra - Prima Guerra Mondiale, naturalmente - e decise che sarebbe divenuto edicolante e pure barbiere, così passavano veloci le notizie in quella Maglie di primo Novecento che c’erano ancora campagna e forse anche la vigna e granai e pozzi al centro d’una piazza con Francesca Capece a vigilare e angeli stretti stretti all’orologio e c’era Antonio Falconieri, i suoi giornali e suo figlio Mario, dieci anni, che già profumava di carta stampata e di notizie e che come attività sua scelse l’attività del padre. Edicolante il padre, edicolante il figlio, oggi c’è Chiara, la nipote, perché storia continui, non s’appanni, non invecchi, sia allegra sempre come quest’occhio di luce che oggi, ai tuoi piedi, illumina granaio.

E tu pensi, in questo granaio ricolmo di giornali, oggi tuo luogo dell’anima, che davvero tarderà ad arrivare l’inverno, eppure spesso l’hai sentito alle tue spalle; tarderà… e si dipana gomitolo, si intreccia trama di racconto, che è racconto della Maglie che tu hai scelto di narrare, in quest’angolo tiepido di sole; ti coccola e tu stai troppo bene. Lasciatemi così / come una / cosa / posata / in un / angolo / e dimenticata // Qui / non si sente / altro / che il caldo buono… la casa del Comune, la Francesca, Candido e la sua storia, il bar, la libreria, l’Antonietta Ferrara (scende subito se tu suoni alla sua porta), alle tue spalle la Madonnina, di fronte il Ginnasio-Liceo, che convitto era, convitto è per Mario Falconieri… il caldo buono, il profumo di caffé… ma tu sai che devi andare… E non vuoi che ti giunge inaspettato suono di nenia? La novena, tu pensi, la novena dell’Immacolata… una nota e poi un’altra e un’altra ancora, voce di tamburo e di clarino e di tromba, voce di banda per le strade e neppure c’è luce d’alba e sbadigliano le case e s’aprono porte ed è profumo di caffé e di cose buone e ti prende nostalgia e poi ti volti e ti ritrovi in un abbraccio, un altro abbraccio… Rocco Fabia è accanto a te, Rocco maestro e direttore di banda, e c’è la banda sua… che a Maglie, a volte, anche questo succede; ti vien desiderio e desiderio si realizza. Desiderio di nenia? Ti trovi accanto Rocco, che le nenie tutte le conosce e allora, allora si va? Ma certo che si va… Si dipana gomitolo ed è trama di storie che s’intrecciano, d’un menhir che confida i suoi pensieri a Gesù, Giuseppe, Maria, bue, asinello, angeli discesi sulla terra, in un angolo delle Franite tra ginestre e pini e d’un dolmen-tenerezza d’un dolmen che resiste, malgrado tutto, al tempo e d’un balcone che si protende perché tu l’osservi e d’un albero di pepe e di scalini ai piedi d’un soldato… e risuona voce di poesia… Vi arriva il poeta / e poi torna alla luce con i suoi canti / e li disperde // Di questa poesia / mi resta / quel nulla / d’inesauribile segreto… i tuoi poeti sono nella tua anima, tu pensi e poi... tamburo, clarino, tromba, piatti, una nota, due note e un’altra e un’altra ancora e intanto s’è fatto giorno, giorno di novena, di mistero, d’attesa… S’attende la cometa e lei appare su questa trama tessuta di pensieri. Ora è tempo davvero di ritornare a casa… t’attendono le quattro / capriole / di fumo / del focolare.