SAGRE

 

 

 

 

 

Luoghi L’ombra del Capitano
nel cielo capovolto delle spunnulate

di Giuliana Coppola
L’ombra del Capitano s’allunga nel cielo capovolto delle spunnulate… Galateo ha ragione, tu pensi, ha ragione ancora… phasmata quaedam videntur, ombre appaiono e se non fosse che d’un tratto ti rincuora raglio allegro di Martino che canta beato suo amore per il mondo, tu fermeresti passo per non disturbare ombra posata in cielo capovolto. Ma c’è Laura; non bisogna fermarsi, oggi, né perdere orme di Laura tua guida in quest’altro angolo scoperto, ancora una volta, per caso, ché eri andato a trovar formaggi tipici a Bellimento e invece ti sei perso, come al solito, dietro a phasmata… meno male che ha ragliato Martino o Martina chissà… non è che si distinguono ragli nella sterminata distesa di verde e hai ripreso ad andare tra i sentieri tracciati da mano saggia di nonno Mario, quando si portava nipotini accanto. Hai scelto giornata di sole; dietro le spalle, Lecce, davanti a te la strada che conduce a Nardò e a Santa Caterina che lascerai alla tua sinistra; è sulla destra il percorso, bellissimo nel verde, che ti condurrà al regno del mirto, dell’acqua, delle nuvole. Tuo primo segno, sulla destra ancora, pozzo o cisterna, ornato quasi da stemma regale, nella forza scolpita della pietra; cornice di fichidindia e terra appena arata, per lui; si sale un po’ verso Portoselvaggio e i suoi colori e i suoi silenzi novembrini… sole di novembre a illuminare torri e silenzi. Torre Uluzzo e appare sullo sfondo il mare; lieve declina la costa tra giovani eucalipti; Torre Inserraglio è a te davanti; un passo ancora ed è questa tua meta… Bellimento è profumo di casa, ad un soffio da Sant’Isidoro; non puoi sbagliare; Martino raglia il suo amore al mondo e ti verranno incontro occhi chiari… il cielo e il mare hanno regalato sfumature loro ad occhi che sorridono, tu pensi… e poi Laura che ti porta nel regno suo; te lo svela nell’infinita sua bellezza d’autunno; sarà da questo momento un’immersione totale nel verde e nell’azzurro che intravedi e nel bianco-grigio della roccia che è dolce, davvero, così dolce da non far male ai piedini di Laura bambina.

Da piccola seguivo mio nonno su questi sentieri… mirti, lentisco, timo, tamerici e furnieddhi, uno ad un passo dall’altro e prati di salicaria… oggi stai scoprendo salicaria, flessuosa come salice e, tratto dopo tratto, occhi grandi, enormi di mare che s’aprono tra la roccia e le onde vanno e vengono, un gioco di luci e d’ombre, di chiaro e scuro, di apparenze… e poi, ai tuoi piedi, prati d’erba di mare… davvero, t’è sembrato che succedesse a te la storia della gente di Mosè, ma all’incontrario; t’è sembrato che, al posto di ritirarsi, ti inseguisse il mare, che avesse voglia di raggiungerti alle spalle, che s’appropriasse della terra intorno e lei s’aprisse per accoglierlo, sprofondasse, ma piano per regalargli rivoli d’acqua sua, leggera la terra, perché anche tu non avessi paura, ma provassi solo stupore e meraviglia. Le spunnulate, hai detto, e hai pensato che davvero sono cielo e mare insieme e sorgente che scorre ai tuoi piedi; panta rei, tutto davvero scorre qui, ti sei detto, ad un passo da Bellimento, da Sant’Isidoro e le torri una a sorvegliare l’altra, sulla costa. Panta rei; vedi che appare e scompare l’acqua lucida e limpida e brilla il sale e, se ti pieghi, puoi cogliere e mangiare l’erba carnosa che di solito trovi sugli scogli e quando ti pieghi e cogli erba carnosa che aspetta autunno e inverno per riacciuffarsi del suo mare, l’ombra del Capitano s’allunga su spunnulata e il suo regno t’è di fronte e capisci perché ritorna Capitano, nel silenzio della natura appisolata. Ti fermi. Respiri. Dai sosta ai tuoi pensieri. Capitano ritorna mutatus - ricordi Galateo? - ritorna trasformato in questo suo lago, anche lui enorme occhio di cielo tra rocce, trasformato in mirto, salicaria, nuvola, acqua che sgorga dal seno della terra, acqua che viene dal mare ed è vento che carezza macchia mediterranea ed è pietra di furnieddhu, ed è voce di leggenda… Dov’è Laura? T’ha regalato un’altra storia e un altro luogo e un’altra briciola d’amore; un po’ di odio anche… te lo dice piano; questa terra così diversa da tutte le terre ti trattiene quasi macarìa e invece hai voglia e bisogno, talvolta, di volare lontano, per scoprire il mondo al di là dei confini di casa tua… e raglia ancora Martino; attende che Laura ritorni, che tu ritorni…