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Tra le
casiceddhre di Noha
dove sorridono anche i cavalli
di Giuliana Coppola

Ma lo sapevi, lo sapevi che a Noha, oltre a san Michele,
sorridono pure i cavalli? Ed è naturale che succeda...
perché a Noha, nella gara a premi tutta per loro,
il cavallo più forte, più coraggioso,
più bello avrà un sacco di crusca e un
sacco di biada, da ficcarci il muso tutto intero dopo
la prova che difficile non è... e poi, cè
sempre il piccolo Sciacuddhri a dare una spinta.
Ritorna, certo che ritorna Sciacuddhri; e dove vuoi
che sia finito? Sta sempre lì; se vai a disturbarlo,
si nasconde dentro una pigna, ché tanto non è
più grande di un soldo di cacio; volano via gli
aghi del grande pino che protegge le casiceddhre; se
ti volti, un guizzo e via, corre sotto la pancia della
lucertola. Che cerano una volta undici fratellini...
non è che fosse strana la cosa un tempo; cera
di strano che lundicesimo era così piccolo,
ma così piccolo da non superare il soldo di cacio
e aveva il cappellino rosso e poi faceva dispetti...
Sciacuddhri il suo nome; volò via un giorno a
portare la sua risata tra angeli e santi. Solo che pregano
gli angeli e i santi e non è che uno può
scherzare troppo tra una salmodia ed unaltra...
Così, di tanto in tanto, per pregare in santa
pace, angeli e santi riaffidano Sciacuddhri al vento
e il vento lo riporta sulla terra e lui che non ha più
casa, a tratti, né in cielo né in terra,
lui si rifugia sui tetti, accanto ai comignoli. E un
giorno lo vide maestro Cosimo Mariano o forse lo vide
un pastorello; chiunque sia stato, gli dispiacque nellanima
che un bimbo così piccolo non avesse sulla testa
un tetto e gli costruì casa, a sua misura, su
terrazza di palazzo di barone. Un sogno la casiceddhra
per Sciacuddhri, più bella della casa del re...
Tu penserai, mentre ascolti le voci che raccontano,
tu penserai che davvero a Noha non si ha voglia di rinunziare
alle fiabe... e se Noha fosse il nome di una principessa,
magari di quella che trascorreva il suo tempo tra profumo
di zagare, tra palazzo baronale e il castello e casa
rossa, in attesa che Michele larcangelo le riportasse
il suo uomo?
Niente è scontato in questo paese, frazione di
Galatina, a sud di Lecce; ci sei andato perché
lhai visto quel sorriso di cavallo immortalato
dallAntonio, perché non si può dispiacere
a Sciacuddhri.
Se anche tu hai voglia di arrivare lì dove ti
attende casiceddhra, cerca la piazza del paese e poi
chiedi di Paola; così, di Paola che dipinge danze
dolivi; qualcuno subito taccompagnerà
e, se scegli un sabato o una domenica, ci troverai anche
lAntonio che riscopre, giorno dopo giorno, la
storia del suo paese, e poi arriverà la Lucia
che studia e documenta, e poi lAntonio Pepe, giovanissimo
amministratore della cosa pubblica; e la Liliana al
profumo di pasta di mandorle, apparirà dal bar
a salutarti e si metterà a disposizione. E allora
penserai che devessere vera la storia di Noha,
punto strategico sulla strada reale di Puglia... ci
passavano i pellegrini; ci passò Michele arcangelo
e ci restò...
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E
intanto arriverai ai piedi del palazzo baronale e le
casiceddhre ti sorrideranno, balcone intagliato e tutto
il resto, su terrazza nobile tra rami di pino. Poi saprirà
portone sulla corte bellissima e ti verrà incontro
conchiglia, bianco fossile ormai, su scalino secolare
e ti appariranno loro, la Ida, la Concettina, lAntonietta,
due secoli e mezzo di storia racchiusi in tre donne
ancora bellissime e saranno più di tre i secoli,
quando arriverà a salutarti la Lucia dagli occhi
chiari come il cielo.
E ti racconteranno ancora, ancora, dolcissime storie
e tu lo risentirai profumo di favole... che ti sembrerà
di sfogliare un libro e che stiano prendendo vita e
corpo i personaggi. Che cera una volta il barone
Nicola De Noha... fece costruire il palazzo e cera
maestro Cosimo Mariano a creare casiceddhre e...che
fine ha fatto Sciacuddhri? Sciacuddhri oggi è
triste... gli sta crollando addosso la casa più
bella della reggia dun re. Ce lhai di fronte,
ormai le casiceddhre e ringrazi il cielo daverti
fatto nascere salentino, di questa terra che ha dato
ad uno scalpellino genialità paziente, così
paziente da creare opera darte lillipuziana, un
miracolo perfetto nei suoi archi e nei suoi fregi, nei
suoi balconi, ricamo di pietra, nelle sue cornici e
nei suoi rosoni, nelle sue colonne dangolo...
e le chianche, le chianche minuscole a fare pavimento.
Il maestro laveva anche dipinta ma cè
solo un po dazzurro, ormai, e ti chiederai,
certo che te lo chiederai, se è giusto, se è
giusto che crolli un ricamo di pazienza. Se è
giusto che crolli a Noha lantica Torre... perché
cè una torre antica con ponte levatoio
e tutto quello che serve per tener lontano i nemici;
e poi cè anche la casa rossa... Che cera
una volta il signore del paese; non ci sono rocce qui
dove terra fertile accoglie chicchi dogni sorta;
e se non ci sono rocce non ci sono grotte; e allora
il signore si fece costruire pietra su pietra le grotte;
non abitavano nelle grotte le ninfe e non si bagnavano
in sorgenti dacqua limpida? A forma darpa
le porte... scompaiono dun tratto, se tu lo vuoi...
È giusto che crolli casa rossa, fatica di uomini
pazienti per far felici principesse o baronesse o chissà?
Penserai che non è giusto; se incontrerai Marcello
che la sta salvando dal crollo, ti stringerà
forte la mano... penserai che le favole hanno tutte
un lieto fine... e vissero felici e contenti, ricordi?
Sciacuddhri, attende... lo vedi? tra una piuma e laltra
del pennacchio dellelmo, fa il solletico allArcangelo
Michele.
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