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A Borgagne
con nonna Pina
dove le cicogne sono tranquille
di Giuliana Coppola
Che
forse tu non lo sai ma luogo di cicogne è questo
che oggi ti guarda mentre hai deciso di andare in via
IV Novembre, a trovare casa antica. Sei giunto a Borgagne,
ad un passo da Melendugno, ma ad un soffio da SantAndrea
e il suo faro. E la via che hai scelto costeggia il
mare - Lecce, San Cataldo, San Foca, Roca, Torre dellOrso,
SantAndrea...
È obbligo fermarsi a SantAndrea, limmagine
di un porto da chiudere in palmo di mano, di una roccia
del colore del tramonto, di quattro case che chiacchierano
tra di loro allalba, quando più chiara
è la voce della sorgente; è obbligo costeggiarla
la pineta, col mare che ti ribolle accanto, che senti
accompagnare i tuoi passi... è obbligo perdersi
tra cielo e mare e scogli dal color di pan di Spagna
e verde scuro dalberi fantasma a rincorrersi tra
loro. La forza delle onde divora le spiagge e oggi non
è più come ieri ed è inutile cercare
sorgente dacqua fresca... zampillava sulla sabbia,
rivolo leggero raggiungeva il mare. Oggi sono tranquille
le alghe; negli occhi ancora un camino su rifugio di
pescatori.
A SantAndrea sandava - ed è passato
un secolo - per strada di campagna che profumava di
mentuccia e rucola ed era obbligo fermarsi a farne provvista
ché poi lavrebbe cotta nonna Pina e di
certo non sarebbe mancato il pesce; a quello ci pensava
Mimmi, il suo uomo; lungo era il giorno sino al tramonto
e al profumo danguria e di frisa inzuppata di
mare, prima di andare via. Sei arrivato oggi per strada
diversa; ti sei fermato accanto al castello e tè
venuta incontro Milena che ora abita nelle sue torri...
diventano rosa come casa di fate, ti racconta Milena;
sei andato via, portandoti marange.
Tu guardi nonna Pina nella sua casa di via IV novembre
a Borgagne e senti dun tratto voce di onda, odore
di rucola e pesce, ma anche di mentuccia e di timo in
questa casa dei primi del 900 che hai deciso fosse
tuo luogo perché qui arrivava la cicogna. Bambini,
silenzio, arriva la cicogna diceva la nonna e
si faceva silenzio nella grande sala, sotto locchio
vigile dei ritratti, nel giardino al profumo di gelsomini
- così grande da coprire limone e mandarino -
e di fiori di cera, di zagare e di oleandri. Il frullo
delle ali della cicogna... ti raccontano che lei non
si è fatta mai vedere; lei andava via veloce.
In regalo, un bimbo, nelle case di Borgagne dove nascevano
figli a volontà per aiutare padri, per rendere
allegre le strade con le sue case a corte, i suoi balconi,
i suoi pozzi negli slarghi, la sua piazza, la sua chiesa.
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Grande
è il portone antico come il tempo di casa di
nonna Pina, cerano traini e carrozza; poi moto
Guzzi per i ragazzi giovani della famiglia; le aiuole
da un lato e dallaltro del viale; violette appena
in boccio, gradini ancora e larco di gelsomino;
tattende nonna Pina; ottantasette primavere e
lo scandire delle ore dai pendoli; hanno capelli grigi
anche loro; da una vita si rispettano; mai insieme il
tocco - attimi lo dividono -; prima uno poi laltro
per non dimenticare che nè passato di tempo...
il comò alto quanto un muro e il lettone - che
cè bisogno di scanno per salirvi - e larmadio
grande come una casa calda che ancora oggi odora di
noci e taralli e mandorle, di olive nere in salamoia,
di olio, di vino, provviste per famiglia che cresceva,
con le galline a razzolare al di là della stanza
scura e le trecce di pomodoro e lodore di foglie
di tabacco in cartine sottili da arrotolare piano.
Arrivava la cicogna anche in tempo di guerra... non
temono la guerra, le cicogne o forse si rifugiavano
a Borgagne per stare tranquille. Che ora ti mostro
una cosa dice nonna Pina e tu lo vedi il libro
di memorie che non sè ingiallito né
schiarito inchiostro. Leggi: Non ti sia infine
di sorpresa se con la presente vengo a palesarti una
cosa che sino a questo momento ti ho voluto tenere celata
ma che oramai siamo già nel momento di rivelartela.
Devi sapere dunque mio caro figlio che la nostra famiglia
si è aumentata di unaltra bambina... di
cui li abbiamo dato il nome di Oronza Vita Maria. Mi
dispiace solo dippiù che è venuta con
questi tempi critici... contro le evenienze della vita
non si può agire né lottare 13 settembre
1914... Lottò sino al 1916 Agostino. Dun
tratto il tramonto sullarco di gelsomino... attraversa
una, due, tre stanze, illumina disperso
e croce su indirizzo. Mio caro figlio pensi...
Se andrai in via IV novembre, ti verrà incontro
la storia; avrai anche tu voglia che ti riscaldi il
sole Andiamo, andiamo, dice nonna Pina, ché
alle sei chiudo le galline; le senti in un angolo,
al di là della stanza buia... Prima dandar
via, porta con te i lumini... ti faranno luce la sera,
dalla lampada ad olio Ritorna in primavera che
ti do la pianta, così il lumino laccenderai
anche tu; ti farà compagnia.
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