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Da
radice a radice
per Lecce fino agli angoli
di
Giuliana Coppola
Luogo
oggi che è Natale, sarà per te radice
dalbero, negli angoli di Lecce, città di
presepi... il tuo percorso da radice a radice, come
ha scritto il poeta. Pablo Neruda, il suo nome E
voglio solo cinque cose, / cinque radici preferite.
/ Una è lamore senza fine. / La seconda
è vedere lautunno. / Non posso vivere senza
che le foglie / volino e tornino alla terra. / La terza
è il grave inverno, / la pioggia che ho amato,
la carezza / del fuoco nel freddo silvestre. / La quarta
cosa è lestate / rotonda come unanguria.
/ La quinta cosa sono i tuoi occhi....
Da radice a radice... e se dun tratto avrai paura
di perderti e proverai dentro, nellanima smarrimento,
stringi forte la campanella; lhai voluta tutta
per te, passando accanto a I caprioli di
via Libertini. Ché, ti racconta la leggenda,
san Michele in persona ha regalato una campanella al
pastore che cercava la sua pecora; lei stava in fondo
al burrone... E forse savvicinava Natale e servono
le pecorelle per il presepe; per questo, forse, san
Michele salvò la pecorella e rese felice il suo
pastore. E tu che hai ripreso tranquillo la strada,
tu ora avrai voglia di sentire tintinnio che sa di leggenda,
di memoria, di muschio e di cannella, di miele anche,
di purceddhuzzi, ad esempio, che sono la tua infanzia
e il tuo Natale, le tue radici...
Eccole, grandi, scultoree, forti e tenere nello stesso
tempo come braccia di madre, legate alla terra e piene
di luce e di sole... Tu, davvero, non immaginavi che
sarebbero state un monumento così verde e così
vivo; ma ora che le osservi, ti sembra di sentirlo battere
il cuore dellalbero, col ritmo del mondo perché
su viale Marconi - lalbero dalle radici monumento
è lì ad attenderti - tu lo vedrai il mondo,
multietnico e multicolore che ha scelto Lecce come sua
casa.
Serie infinita di bancarelle dallalbero ai piedi
del castello - e non cè un castello in
ogni presepe che si rispetti? - Lo volle Carlo V; da
allora osserva sornione i secoli; protegge larcobaleno
di popoli ai suoi piedi; ascolta la voce della fontana...
non manca mai una fontana nel presepe... attende che
arrivino i pastori e la stella, che nasca anche questanno
il bambino Gesù.
Dicono che sarà un po meno biondo, un po
più palestinese, ebreo, iracheno, mussulmano,
che avrà riccioli bruni, forse... una radice
è lamore senza fine... E allora tu preparati;
a questo bimbo che popola strade di Lecce, tu non offrirai
incenso, oro e mirra; a quello penseranno i Maghi; tu
preparati ad offrirgli un po di cotognata del
frutto dellautunno - la seconda radice è
vedere lautunno - anche nel giallo di un cotogno
della tua terra. Ne sentirai forte forte lodore;
ti basterà attraversare la strada e la cotognata
leccese ti accoglierà. Ti accoglierà Oronzo
in viale Marconi 51 e Barbara e Maria; in cucina Luciana,
la mamma di casa; vive di lei la cotognata. Chè
a diciassette anni Oronzo partì per Roma... quattro
mesi e il ritorno a casa... un chilo di cotogni, seicento
grammi di zucchero, da cinquantanni la sua radice
è qui, in un angolo di Lecce; perché di
cotognata è il cuore delle cose buone che tu
cerchi. Oronzo ti racconterà... la cotognata,
la campanella, il sole dautunno racchiuso in un
frutto, la fatica tanta, la voglia di restare.
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La gente, ancora, ad osservare muretti a secco che nascono
nel teatro che i tuoi avi thanno lasciato in eredità;
a migliaia danni di distanza sentirai il caldo della
pietra... a Natale la cometa illumina lanfiteatro;
santo Oronzo osserva dallalto; silenziosi gli olivi
che hanno ripreso a vivere; pane e olio e sapore di carboni
attorno.
Qui, in questa tua patria, il pane, cotto nei forni a
legna, conserva il sapore del carbone; cuoce il pane,
fuocheggia la cartapesta, riscalda i pastori nel presepe
dai muretti a secco nellanfiteatro. Ti sorriderà
Francesco, dietro il suo pane, in piazza santOronzo;
lui sa tutto di brufichi e carteddhate, di mendulari e
muffettate, di mustaccioli e pasta di mandorle, di pizzecati
e cucuzzate e piscialette e pizzi e pucce e sospiri della
cummare. Cinzia sorriderà; ti racconterà
Francesco di streghe buone in casolari abbandonati; anche
loro preparavano dolci; nel cuore la cotognata di Oronzo;
ti racconterà di contadini innamorati e di carezze
al sapore di mandorle e dun camino sempre acceso,
per gustare in pace il Natale - la terza radice il grave
inverno... la carezza del fuoco nel freddo silvestre -
Porterai con te la frutta di pasta di mandorle; ricordati
dei doni al bambinello, la campanella, la cotognata, la
frutta di pasta di mandorle...
Via Vittorio Emanuele sarà tua strada, perché
Irene qui ha la sua chiesa; lei, patrona del Lupiensi,
ha voglia che tu ti fermi un po tra la gente, sui
gradini; la voce dun sassofono... Ti darà
sicurezza santIrene; ti dirà Maximilian,
un po scozzese, un po polacco, che lha
trovate anche qui le sue radici, lui che ha per radici
il mondo. Lo vedrai nel suo volto bianco, nella sua ieratica
immobilità; lui clown e mimo, anche a Natale a
Lecce, che si vive in pace a Lecce, e ci sono tanti amici
e anche gli angeli hanno il loro gelataio in via Vittorio
Emanuele; per sfondo una parete azzurra come il cielo
e il manto della Madonna che giunge nella Betlemme dellanfiteatro.
Ed ora profumo vuole che tu volti a sinistra, un attimo,
in via Petronelli; li hai sentiti su di te, caldi e affettuosi,
gli occhi di santa Lucia; ci sono anche loro ad attenderti
accanto alle mille cose di Valentina, di Benvenuto, di
Emanuele, di Maria Rosaria; prodotti che sanno di mani
di mamma; lo scoprirai il sapore degli occhi di santa
Lucia, ti perderai nel mare dei biscotti, lo sentirai
il sapore dellinverno e di Natale nei purceddhuzzi
al miele, il sapore dellestate nei fichi, nei pomodori,
nel rosso di prodotti della tua terra; dun tratto
odore di mare e danguria - la quarta radice è
lestate rotonda come unanguria - Porta al
bambinello i purceddhuzzi di mamma Maria Rosaria e lui
sorriderà. Non potrai davvero ora più perderti
- la quinta radice sono i tuoi occhi - affretta il passo,
va avanti; taccompagneranno gli occhi del campanile
del duomo dovunque tu andrai. Strade e stradine, allodore
del legno duna volta; è un falegname san
Giuseppe che prega nel presepe dai muretti a secco dellanfiteatro;
dun tratto non potrai non trovarla la chiesa di
santAnna e il conservatorio e lalbero che
da secoli protegge, così alto il suo amore senza
fine da raggiungere il cielo, così forte il suo
amore senza fine da racchiuderlo in radici anche queste,
forti e tenere, come braccia di madre. Fermati. Ripensa
a un verso di poeta amici, questo è ciò
che voglio / È quasi nulla e quasi tutto.
Oggi, che è Natale a Lecce, il quasi tutto e il
quasi nulla è una radice, una campanella, la cotognata,
un frutto di pasta di mandorla, gli occhi di santa Lucia,
un angelo che prega con le sue ali giunte... Ti attende
anche lui a San Matteo.
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