Le
voci degli olivi e la magia della terra
di
Giuliana Coppola
Che espressione
hanno oggi gli ulivi del Salento? Lo hai chiesto
dal Nord che è la tua casa; oggi che stai per giungere
al Sud, oggi hanno espressione sorridente gli ulivi...
tattendono... E allora tu pensa a un nido e ad una
lucciola; al muoversi dun ramo dedera su tronco
antico, a un guizzo di lucertola tra sole ed ombra, a
leggerezza di conchiglia, a passo felpato dun gatto,
lento sulluscio di una casa bianca di calce. Pensa
allodore intenso del tabacco su filari, al tocco
duna campana e dun tratto la voce della gazza
e il dondolio dunaltalena, legno e corda,
tra rami forti... Oggi è questo il sorriso dun
albero per te che vieni, ancora, a ritrovare la storia,
di una terra, nel silenzio, tra gli olivi.
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Tra Maglie e Muro... il dondolio
dunaltalena

Sorriso daltalena incontrerai accanto a una pajara...
così ha deciso un nonno, che i nipoti avessero unaltalena,
costruita da lui, di legno povero e forti nodi di corda; sospesa
nel vento ad albero dulivo, uno dei tanti nel Salento.
Vanno via i nonni, restano i nipoti e laltalena; dondola
da decenni ormai; su e giù come la spinge il vento...
Inizia da un sorriso daltalena, il viaggio tra gli ulivi;
oggi, luogo è lulivo, il suo volto, le sue rughe
a volte; a volte le sue braccia levate verso il cielo; la
sua giovinezza ancora, immortale come giovinezza di dea che
lo volle per sé e lo chiamò elaion
e fu ulivo e fu olio e fu pietà, anche... Qui, accanto
a unaltalena, sei giunto quando ancora non è
caldo il sole. Tavevamo raccontato di questa storia
dalberi antichi quanto il tempo e ti sei messo in cammino
anche tu tra zolle rosse e il fuoco dellestate; uno
zaino sulle spalle, leggero come un verso di poeta; un pane,
un goccio dolio, un sorso dacqua... portali con
te se deciderai di fermarti, a tratti.
Da Muro a Scorrano: girotondo dolivi
e il nasone dun folletto
 
Camminano con te, a destra e a sinistra; popoli dalberi
taccompagnano lungo la strada che ti condurrà
a Scorrano e la sua dea, la santa serva del Signore, Domenica,
e il suo volto di fanciulla... Sulla sinistra taccoglierà
girotondo di ulivi... gioca a rimpiattino il sole; hanno volto
allegro di giovani in festa, di compari alla puteca,
di comari sui gradini... e dun tratto lo
scorgi il gran nasone; ché qui cera una volta
il folletto... si nascondeva nelle cortecce degli alberi,
danzava sui cuscini nella notte, il solletico e via e nascevano
i cunti.
Lo Scazzamurello, lo Scazzamureddu, appunto, mangiava le frittelle
e regalava tarì alle belle ragazze che raccoglievano
le olive, tra questi campi che tu stai osservando... chissà
se cè più il folletto e il suo berretto
largo largo; di certo è rimasto il suo nasone, di folletto
antico, bizzarro e buono se lo tratti bene.
Da Scorrano a Supersano...
l ulia te la Chiesa lolio della carità
e labbraccio
Attraversa
Scorrano e fermati a chiedere indicazioni, anche se lo vedi
ad un passo, davanti a te, il segnale; ma chiedi, perché
è dolce sentirla raccontare da loro, dagli innamorati
della terra, la storia dellulìa della chiesa...
Di lei non si può sapere letà... Millenaria,
dicono e dicono che sia la più anziana in assoluto
di questangolo di mondo... lei è grande e larga...
tu forse non le avrai viste mai le gonne larghe su larghi
fianchi delle donne del Sud, a crescere figli e nipoti. Lulìa
ha cresciuto col suo olio - così ti racconteranno -
generazioni intere... ha il volto buono duna donna del
Sud dalle grandi braccia quella che stai osservando nel trappeto
della castagna sulla strada tra Scorrano e Supersano...
Ed ora la conosci anche tu la storia di una pianta e del suo
frutto; una goccia dolio e fu pietà sulla terra.
Lo avevano deciso gli dei... li incontrerai sulla destra,
nascosti tra le fronde ad un passo da Supersano che ti saluta
così, con la visione dun abbraccio caldo e forte
dun albero di ulivo e duna quercia innamorata.
Devi guardarlo da lontano questabbraccio nel cielo e
intorno così intenso il frinire di cicale da inondarti
il cervello; te la ripeterai la storia, andando...
Da
Supersano a Taurisano... sapre come un libro il tronco

Te lavevano detto che questo che tu attraversi è
luogo di querce e dolivi e, dunque, di Zeus e di Atena...
così fiero e forte nei suoi colori che davvero lo scelsero
gli dei e attraversarono il mare... una goccia dolio
nelle onde perché fossero serene al loro passaggio
e li facessero giungere lì dove lattendevano
uomini che sapevano coltivare la terra tra canneti e sorgenti.
E Zeus portò in dono la quercia ed Atena lolivo;
ripensi a quellabbraccio nel cielo tra chiome che esistono
da sempre e la rileggi la storia su un tronco che sapre
come un libro su un muretto; cè racchiusa in
un tronco poggiato su muretto a secco, sapienza antica di
mani callose dun uomo... Hanno offerto ad un albero
anziano sostegno di pietre grigie perché non avesse
male, non si prostrasse a terra... ha volto sapiente questo
ulivo che ti parlerà con la voce delle foglie. Se tu
vuoi, fermati un attimo a Taurisano; odori di terra, dovunque;
la Madonna della strada e la sua chiesa a darti il benvenuto...
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Da Taurisano a Ugento: tascolta
Zeus, ti scruta la civetta

Ed eccola la voce; tu non volevi crederci ma davvero senti
la voce che è fremito di foglie, forse; o stridere
di corteccia al sole o sussulto di rami al volo duna
gazza... Klaohi Zis, ascolta Zeus pregano per
te che sei qui tra cattedrali e templi viventi di rami e foglie
e tronchi; ti circondano, ti seguono, taccarezzano;
selevano dalla terra alle nuvole... difficile descrivere
loro che da millenni hanno scelto questo luogo tra Ugento
e Alliste e Felline... vivono, per raccontarti ancora il mistero
dun sorriso sepolto per millenni... E Zeus apparve un
giorno qui, dove tu sei... scelse Ugento e i suoi ulivi; tattende
Zeus, che è ritornato a casa... Sorride e ascolta da
tremila anni, quasi. Tu osserva in silenzio il suo sorriso;
sentirai sulla pelle il perché della tua ricerca di
volti millenari impressi in tronchi millenari dalberi...
Lhai vista la civetta? riprende vita nelle notti di
luna. E sentirai dun tratto voglia di mare per riposare
un attimo i pensieri, per riprendere fiato, anche. Ad un soffio
da qui tattende Posto Rosso... eccolo il mare... è
alto il sole ma ti sarà compagno alito di vento...
ti racconterà di messapi e di greci, di popoli antichi
e di Pietro, lapostolo. Giunse qui anche lui e percorse
la strada a raccontare dun uomo accolto con giovani
rami dulivo nella sua terra. Fu crocefisso poi... Si
contorsero i tronchi alla notizia; hanno letà
di una crocifissione gli alberi strani che ritorni a vedere
accanto a te, ora che hai ripreso il tuo zaino, leggero come
un verso di poeta.
Da Ugento a Presicce, da Presicce
a Specchia a Lucugnano...tra prati di oliveti in cerca dun
verso di poeta
Sia
questo per te il percorso... Lasciati alle spalle gli occhi
degli olivi che raggiungono il cielo, i loro volti forti sui
corpi da giganti... va verso Acquarica del Capo e il suo castello,
verso Presicce e i suoi prati doliveti; le specchie
ti circondano nel verde: ti protegge lombra mentre tu
sali e ai tuoi piedi gli alberi; cortei di centinaia dalberi
dovunque. È terra buona questa che vedi scivolare accanto
a te; ne ha vista di fatica di sua gente e gli olivi crescono,
continuano a crescere, per non deluderlo il poeta che dedicò
loro vita e versi; qui, tra sassi e masserie e pajare, hanno
bellezza infinita le cime che tosservano sino a Lucugnano,
patria dolivi e di poesia. La piazza puoi stringerla
in un pugno; una chiesa, un castello, la dimora del barone,
casa Comi, appunto... è come se fossi a casa tua.
Da Lucugnano a Melpignano... ad incontrar
Lisella
Scorre
tranquillo questo tratto di strada; taccompagna giovinezza
dalberi sino a Montesano e Nociglia e poi ancora Scorrano;
rincontri per un attimo, ora sulla destra, il girotondo, il
nasone; sulla sinistra dondola laltalena; tappaiono
nel sole che tramonta ormai ma segui la strada che ti porta
a Melpignano; respirerai aria di pace qui, qui dove olivi
adolescenti ti vengono incontro e sei a casa di Lisella, della
sua storia di donna del Nord che ha dato vita ai sogni del
suo uomo del sud; continuano a crescere i sogni... hanno profumo
di lavanda, rosmarino e basilico, di bucati stesi al sole,
di aquiloni al vento. Riapri il tuo zaino; porta con te, nel
tuo viaggio di ritorno, i sogni di Lisella. Racchiusi in vasetti
di vetro, in bottiglie delicate, hanno il sapore di un Salento
antico e giovane insieme, da gustare piano.
Da Melpignano a Strudà...
tattendono un re e la regina, dame e cavalieri e sarà
notte
È
dolce il crepuscolo profumato doleandri... tu, il tuo
zaino, i profumi... ti rimane addosso lodore di mentuccia;
lo senti mentre passi Castrignano e poi Martano e poi Calimera
e poi Vernole, ancora. Kalos irtate, kalos irtate, ti diranno,
perché qui è mondo di greci e damici,
tanti, che incontrerai per la tua strada. Ma tu cerca da solo
Strudà, frazione di Vernole e poi cerca gli olivi regali...
non amano molti occhi che li scrutano, perché loro,
quando scende la notte, riprendono la storia sospesa di giorno,
nel sole e si popola la corte e il re invita ancora la regina...
Va e non avere timore... di notte riposa la taranta
e si risveglia la voce del barone... di lui rimane
soltanto il ricordo; era il più grande, il più
forte e il più bello; diventò fuoco per riscaldare
i bambini di Strudà... di notte, quando dorme la taranta,
ritorna la sua voce. E fu elaion, e fu olivo e fu pietà.
Non dimenticare la sua voce...
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