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ADRIA
Lamore, la casa, la libertà, la festa:
porte aperte ai ritmi dellEst
Adria come Adriatico. Terra di mezzo fatta di armonie
e discordanze, crocevia di culture e di popoli migranti.
Affonda le radici a Sud e rivolge lo sguardo alla
Terra delle Aquile, il nuovo progetto-laboratorio
nato allombra del barocco leccese, nella casa-studio
di via del Sindaco Marangio, nel cuore del borgo
antico.
Dalla Puglia degli ulivi secolari a quella che un
tempo fu la dimora degli Illiri, Adria dà
corpo e respiro a dimensioni sonore di grande incisività,
spaziando dai brani tradizionali albanesi, opportunamente
riarrangiati, ad un repertorio completamente inedito,
in cui si fondono ritmi e culture, nel nome della
sperimentazione che da sempre ha contraddistinto
la musica del progetto-laboratorio. Una realtà
che dischiude le porte ad Est, dalla Puglia e dal
Salento si apre allAlbania, lasciandosi permeare
da quelladriaticità che
ha il sapore intenso della salsedine che resta addosso
ai migranti e nel cuore di chi si ferma. Sempre.
La nota peculiare di Adria, a parte il territorio
di scambio, ovvero Puglia e Albania, è luso
degli strumenti: lorganetto ed il violoncello,
infatti, sono strumenti versatili, soprattutto per
come li utilizziamo noi. Diventano, infatti, rappresentanti
della cultura dorigine, ma al contempo pionieri
di nuove adunanze timbriche, nella ricerca costante
di potenzialità ancora inespresse,
sottolinea Claudio Prima, organetto e voce. Con
lui in questavventura artistica che si aggiunge
alle già fortunate esperienze di Manigold
e Tabulè, due musicisti albanesi: la cantante
Meli Hajderaj ed il violoncellista Redi Hasa. Veramente
interessante lhumus artistico dal quale parte
il progetto, visto che questa formazione raggruppa
al suo interno musicisti che hanno allattivo,
tra laltro, collaborazioni con Radiodervish,
Zoè, Talea, Xanti Yaca e Opa Cupa.
Proponiamo una rivisitazione delle musiche
popolari del Sud Italia e dei Balcani, con particolare
attenzione per la musica tradizionale albanese,
insieme con un ricco repertorio inedito, spiegano
gli stessi musicisti, che sottolineano: Ci
spingiamo nella ricerca di nuove contaminazioni
tra le diverse civiltà mediterranee e nellimprovvisazione
di matrice jazzistica attraverso strumenti tipicamente
popolari. I brani del repertorio sono le riproposizioni
dei classici tradizionali, riarrangiati con lo spirito
delle nuove influenze balcaniche e mediterranee,
e i brani inediti sintesi dellesperienza straordinaria
della contaminazione.
Avviene così, che lorganetto, il violoncello
e la voce si fondano in quella che loro stessi definiscono
una mescolanza di stili che muovono a ritmo
frenetico, avvicinandosi ed allontanandosi continuamente
dalle feste tradizionali, dalle piazze, dalle corti
ed in questo spazio sonoro nuovo ed affascinante,
gli strumenti del popolo esprimono tutta la propria
potenzialità.
Fondamentale lapporto di Meli: è una
cantante dalla solida formazione artistica, proviene
dalla musica tradizionale albanese, e dà
voce con grande energia ai canti della sua terra,
che ruotano attorno a temi semplici ed autentici:
lamore, la casa, la libertà, la festa.
Proveniamo da esperienze musicali affini,
che hanno trovato uno sviluppo naturale in Adria,
elaborando una proposta sicuramente articolata,
in cui ogni singolo strumento spazia con ampie possibilità
despressione nelle improvvisazioni. Momenti,
quindi, che avvicinano le strutture tradizionali
aperte ai modi jazz ed in cui si va ricercando continuamente
lintensità comunicativa, afferma
Claudio Prima, che sottolinea quanto Adria sia lideale
confluenza delle reciproche ricerche da sempre portate
avanti da tutti e tre nel proprio iter artistico:
Con Adria si congiunge la ricerca condotta
in questi anni da ognuno di noi, volta a reinterpretare
in chiave personale le melodie e i ritmi di una
tradizione che dà sempre più respiro
alle sensibilità musicali moderne
e che ne esalta lintensa forza evocativa.
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