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Comera bella
la mia band/I BLOW UP
Dagli anni 70 ad oggi
la musica che non ha età
Negli anni 70 avevano le chiome lunghe e le
camicie sgargianti dei figli dei fiori. Esplosivi,
come il nome che si erano scelto: Blow Up,
letteralmente far scoppiare, far esplodere.E
davvero la loro fama è esplosa nellarco
di pochissimi anni, mentre nel mondo i Beatles ed
i Rolling Stones mandavano in delirio la folla.
Basti pensare che poco dopo che la line up si era
stabilizzata sono diventati artisti della R.C.A.
e lo sono stati per un triennio.
Ora, a distanza di quasi quarantanni dagli
esordi, posano con sobri maglioni scuri, sorrisi
accennati su volti da dreamers. Di chi
non ha perso il gusto di immaginare fervidamente
ed ha sogni da sognare, sempre. E, soprattutto,
lo stesso entusiasmo di fare musica insieme. Oggi
come ieri.
I Blow Up sono il gruppo più longevo del
panorama artistico salentino. Era il 67, piena
epoca beatlesiana, quando a Lecce nasceva questa
band che sarebbe diventata famosa in tutta Italia:
a Romolo Gusella e Mario Limetti, si è unito
subito Gino Manno. Allepoca non avevano neppure
ventanni e suonavano le canzoni dei mitici
Beatles e i Rolling Stones, ma anche le pietre miliari
del rock americano, come Chuck Berry.
È passato il tempo, eppure, ascoltandoli
oggi, sembra che il piacere che provano a suonare
insieme sia sempre lo stesso. Intatto ed intenso.
Vibrante e vero. Come la luce dei loro occhi, in
cui sono racchiuse quelle storie: amori,
amicizie, turbamenti, vicende che dagli anni 70
arrivano fino a noi, in note e parole. Oggi
siamo dei maturi professionisti. Con laiuto
della vocalist Grazia siamo tornati a fare date
e gigs dappertutto, frequentando pub e locali e
suonando tutto il nostro repertorio, quasi che il
tempo non fosse passato, dicono con soddisfazione
i Blow Up. Che sottolineano: Riproponiamo
un messaggio musicale sicuramente attuale per noi
e per gli appassionati. Che non ha, né deve
avere, confini né limiti di tempo.
Dopo i primi tre anni, in cui hanno fatto parte
della band Bruno alla batteria, Franco alle tastiere
ed Elio alla chitarra, i Blow Up sono diventati
quattro: Romolo, voce, chitarra e autore, Mario,
chitarra, tastiere e voce, Gino al basso e Raniero,
appena quindicenne, alla batteria. Proprio Raniero
sarebbe divenuto poi un batterista di fama internazionale.
Abbiamo fatto numerose date in tutta Italia
in quel periodo. Portavano sul palco un nostro look
molto personale ed uno stile che ci contraddistinse
da subito. Suonavamo le canzoni scritte da Romolo,
insieme al pop-rock anglo-americano: Deep Purple,
Eric Clapton, Rolling Stones, Beatles, Credence
Clearwater Revival, ricordano Gino Manno e
gli altri.
Ma come è arrivata la notorietà per
i Blow Up? Durante una data a Peschici, nella
Discoteca Maxi Club, nellestate del 1972,
siamo stati scoperti da un talent-scout della R.C.A
italiana ed abbiamo firmato un contratto triennale
con la prestigiosa casa discografica. In quegli
anni abbiamo pubblicato tre Lp, di cui sicuramente
il più conosciuto e venduto allepoca
fu Popcorn. Inoltre dagli Lp, lultimo
dei quali dedicato a Bob Dylan ed intitolato Blowing
in the wind, furono tratti vari singoli, dei
quali il top selling resta A Beautiful Sunday,
un disco che ricordiamo con grande piacere,
affermano i Blow Up.
Nel 77 si sciolsero, alcuni di loro intrapresero
la carriera solistica, come Raniero, ma dopo un
lungo distacco, nel 98 gli storici fondatori
dei Blow Up, Mario, Romolo e Gino sono tornati a
riunirsi e da questo incredibile, rinnovato entusiasmo
è venuto fuori anche un album: Everest,
pubblicato nel giugno del 99 con lo studio
discografico Village Records di Ruby Coletta e Raffaello
Liguori. Questalbum è una sorta
di macchina del tempo, che corre dagli anni 70
fino al terzo millennio, in un andirivieni accattivante
che riconcilia con il piacere della musica,
affermano i Blow Up, che sottolineano: Da
Everest, brano meditativo e spirituale,
si passa a Mrs.Flame, canzone scritta
alla fine degli anni 90, ritmata e bollente,
con richiami latino americani. Da I have to
admit, canzone dedicata alla forza dellamore,
si passa a Scarlet, ballata suadente,
una sorta di omaggio ai Bealtles, o alla dolcissima
Broken heart, che si avvale dellaccompagnamento
per quartetto da camera. Infine cè
Free Birds, il brano country che ci
ha lanciato e che amiamo moltissimo, scritto da
Romolo nel 1971.
Un disco di grande suggestione che tutti i ventenni
farebbero bene ad ascoltare. Perché loro,
i Blow Up, sono la viva testimonianza che si può
avere successo, che le strade si possano separare,
ma che ci si può sempre rincontrare, nel
nome dellamore per la musica, che unisce più
di quanto la vita possa mai dividere.
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