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CRIFIU
Sul treno per Auschwitz
Sul
treno Italia-Auschwitz, carico di studenti, artisti
ed ex-deportati, assieme ai Modena City Ramblers
cerano anche i Crifiu. Orgogliosi di portare
la voce del Salento nel viaggio per la memoria.
Il 27 gennaio scorso, infatti, è stato il
giorno del 60° anniversario dellapertura
dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz.
Suonare in quella terra è stato come
far migrare le nostre sonorità oltre i nostri
confini: sonorità che in qualche modo sono
una sorta di viaggio simbolico, un incontro con
culture altre, unemigrazione verso lAlterità.
Se poi si pensa che, assieme ad organizzatori, studenti
e artisti cerano degli ex-deportati italiani,
il progetto ha assunto un valore ancora più
alto e simbolico, spiegano i Crifiu, che da
sempre hanno messo limpegno sociale al primo
posto nella loro attività.
Dopo un crescente interesse di pubblico alle sempre
più numerose apparizioni live, la musica
di questo gruppo che esiste dal 98, diventa
ancora più sperimentale ed etnica. La
nostra iniziale passione per lIrlanda ha lasciato
il posto ad un ritorno alle sonorità casalinghe,
quelle della pizzica e dei canti della tradizione
salentina a cui si innestano sonorità mediterranee
e ritmiche contemporanee di punk, dub e reggae,
spiegano gli stessi musicisti, che il mese scorso
hanno ricominciato con i live, in un tour che li
vedrà impegnati in molte date in giro per
lItalia. E dopo la partecipazione al Controfestival
di Bari, i Crifiu hanno appena realizzato anche
un video-clip. Il nostro primo video si chiama
Taranta: è un lavoro in cui si tessono parole
e musica di uno dei nostri più interessanti
brani, ai paesaggi e ai protagonisti della nostra
terra natìa: il Salento. È stato realizzato
dalla giovane regista salentina Angela Leucci,
spiega Andrea Perù, il frontman
della formazione. Info: Dilinò, Centro
di Musiche alternative e del Mediterraneo, 0836/341153
e 348/0442053; e-mail: centrodilino@virgilio.it.
(M.P.R.)
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