Salento live...

BLACK ON WHITE - A.M. FAMILY - SUDIVOCE
Cantare in coro la gioia di vivere


C’è chi nella vita si sente un solista. Chi no. E sceglie il coro. A proposito del protagonista del suo film “Il cuore altrove”, Pupi Avati ha dichiarato: “È uno che non riuscirà mai a cantare in un coro, perché lui canta troppo forte e viene cacciato via. È questa la metafora nella quale mi riconosco di più. Sarà sempre un solista, un qualcosa che è “fuori”. Fa parte della mia indole. Ai miei figli dico: quando vedete tutti correre rallentate, quando vedete tutti fermarsi, correte. È un po’ più difficile, ma molto più interessante!”. Punti di vista. Quanto possa essere vero il contrario lo dimostra l’esperienza di Tyna, Elisabetta, Irene e di coloro che hanno deciso di accostarsi con entusiasmo all’attività corale. Credendo che imparare a rallentare, correre, fermarsi insieme abbia immensamente più valore che tenere il passo da soli.
Studenti, professionisti, ricercatori, impiegati, non fa differenza. L’importante, a quanto sembra, è aver voglia di cantare e di vivere una costruttiva esperienza in sinergia con persone affini. Riconoscendo il valore del confronto e l’incredibile valenza terapeutica del perseguire un obiettivo insieme. Da una parte i due cori Gospel “Black on White” ed “A. M Family”, rispettivamente di Tyna Casalini e di Elisabetta Guido, dall’altro “SuDivoce”, il coro degli universitari di Irene Scardia e Marco Della Gatta, sono la viva testimonianza di quanto cantare in coro possa rivelarsi un’esperienza edificante, arricchente, fortemente costruttiva.
I coristi fanno parte di un gruppo al quale sentono di appartenere, profondamente. “Il coro è una sorta di grembo materno”, spiega Tyna Casalini, 26 anni, fondatrice a soli 14 anni del coro salentino Black on White, che sottolinea: “Il nostro è un piccolo mondo nel quale si impara a sentirsi capaci di dare e prendere confrontandosi con gli altri. A vivere e condividere, a “convibrare” insieme”. Sembra farle eco Elisabetta Guido, che esalta l’energia che si sprigiona dal cantare insieme: “È straordinario vedere adolescenti, adulti e persone di sessant’anni imparare a cantare e muoversi a tempo, scoprendo insita in loro una verve creativa che si rivela proprio nel momento in cui parte la musica e comincia a venire fuori la voce.”, afferma Elisabetta, che, a proposito dell’A.M. Family spiega: “Nel Gospel interattivo, che è quello che portiamo in scena noi, è fondamentale puntare al coinvolgimento del pubblico: noi stessi, che siamo circa 90 persone, nei nostri concerti stiamo in mezzo alla gente facendo cantare e ballare con noi chi viene ad ascoltarci”. Così decine e decine di persone insieme cominciano a vivere una suggestione che le fa sentire parte di un tutto. E questo coinvolgimento viene percepito in maniera intensa da chi assiste al concerto di un coro.
Punta ad un impatto visivo e sonoro che sia quanto più possibile fruibile ai giovani Tyna Casalini, che con i Black on White fa Gospel contemporaneo: “Il Gospel non è un genere musicale, ma una preghiera.
Nel nostro progetto esiste la ferma volontà di pregare in modo libero e creativo. Le nostre atmosfere echeggiano l’hip-hop il R&B, il funky. Spesso ci siamo esibiti con danzatori di contemporaneo, come la bravissima Veronica Frisotti, oppure addirittura con alcuni ballerini di break-dance. Questo perché vogliamo che anche ragazzi di quindici anni recepiscano il nostro messaggio”, spiega Tyna.

Non è un coro gospel, ma in occasione del debutto ufficiale del 16 dicembre, il coro dell’Università, realizzato con il contributo dell’Edisu, porta in scena anche brani come Happy Days e Silent Night. “SuDivoce è un coro che raggruppa per ora 25 elementi, dai venti ai quarant’anni. Cantano con noi studenti e ricercatori universitari, ma anche persone che lavorano all’interno dell’Ateneo di Lecce ed hanno semplicemente voglia di tenere viva la passione per la musica”, spiega Irene Scardia, che sottolinea: “Il bello del coro è proprio questo: non ci sono solisti ed il tutto assume il valore di una costruttiva esperienza di gruppo”. Si chiama SuDivoce questo coro di recentissima formazione, come un fermento creativo che ha le radici a Sud, ma guarda con slancio alla musica internazionale, facendosi rapire dalle suggestioni del pop e del rock, non disdegnando le incursioni nel blues e nella musica etnica. Il repertorio va dagli Eagles ai Police, fino agli Eath Wind & Fire e ai Super Tramp, gli arrangiamenti sono curati dal direttore artistico Marco Della Gatta. Special guest di questa formazione lo speaker radiofonico Ciki Forchetti, storica voce delle emittenti salentine. “È la prima volta che faccio parte di un coro ed è un’esperienza unica. Mi ritrovo a cantare in coro quelle canzoni che per trent’anni ho cantato da solo. È sinceramente emozionante condividere quello che si fa con altre persone”.
Al bando il narcisismo più o meno consapevole di molti solisti, dunque: i coristi sono affiatati, vitali, frizzanti. Ed hanno capito che dare è bello quanto, e forse più, che ricevere. Canta che ti passa, dunque. Ed in coro è meglio...

 

AIORESIS
ALESSIO LEGA
ALESSANDRA CAIULO
ALESSIA TONDO
ALLA BUA
ALLEGRA BRIGATA
A.M. FAMILY

APRES LA CLASS

BLACK ON WHITE
BLEK AUT
BLOOD SUGAR
BLUDINVIDIA
BUENA GANA
CANTACUNTI
CARLA CASARANO
CESARE DELL'ANNA
CORIBANTI
CRIFIU
CROSSFIRE
CRUSKA
CUCUWAWA
DANIELE DI MAGLIE
DIEM
DINAMO ROCK
ENSEMBLE NOTTE DELLA TARANTA
FOREDECAPU
GIANFRANCO RIZZO
GLAUCO LEO
GRANMA
GUY E GLI SPECIALISTI
HIC NIGER EST
HAZY BRAIN
KISS OF DEATH
KUMENEI
LENIS
LE TROUBLAMOURS
MANIGOLD
MANIGOLD/TABULE'
MASCARIMIRI
MERAMENHIR
MILLENOVECENTO79
NEGRAMARO
NO STRESS BIG BAND
NOTTE TARANTA 2004
OFFICINA ZOE'
OFFSIDE
OPA CUPA
PSYCHOSUN
RADIODERVISH
RADIO FRECCIA
RAFFAELE CASARANO
REVOLVER
RONAM
ROCKING FINGERS
SABOR TRIO
SOARES
SUDIVOCE
SUD SOUND SYSTEM
SUM
SUNRISING
STUDIO DAVOLI
THE BUSKERS
TRIPLE EXP
USHUAIA
VENTO DI FRONDA
WHITE QUEEN
ZIRINGAGLIA