|
GLAUCO
LEO
La
felicità dellenergia nella chitarra
del cameraman
di MARIA PIA ROMANO
Lui
è uno che dellartista ha locchio
interiore. Quello che gli permette di scorgere la
poesia delle cose e racchiuderla in suoni, immagini,
atmosfere. Si racconta sottovoce Glauco, nei toni
sommessi che gli sono propri. È solo quando
prende in mano la chitarra e lascia scivolare le
sue dita sulle corde, che rivela lintensità
del suo mondo interiore. Ora ti regalo due
note, dice, e dischiude le porte di un universo
di suoni da esplorare in punta di piedi.
Compie ventisette anni il 12 settembre Glauco Leo,
suona da quando ne aveva dodici: è musicista,
ma anche operatore di ripresa ed autore di programmi
televisivi. Dei quali ovviamente firma le musiche.
Ogni passo è frutto di studio continuo, del
costruttivo confronto con gli altri e dellinteresse
verso la creatività. Lui, che ha studiato
allArs Accademy di Roma, lo sa e va avanti
con la voglia di crescere, perché quello
che si impara non è mai abbastanza. E dimostra
sempre una straordinaria umiltà, sorridendo
contento quando riesce a tr asmettere agli altri
il suo bagaglio di conoscenze: Non mi basta
regalare alle persone la felicità della mia
energia. Invece di fare spettacolo, ora preferisco
stare nascosto e maturare, perché non esiste
una vera conoscenza della musica senza lo studio
della storia e delle culture dei popoli che di volta
in volta hanno dato un significato diverso ai simboli
scritti sul pentagramma. Mi sto esercitando nella
ricerca del suono. Penso si debba avere un valore
a livello comunicativo, altrimenti è inutile
suonare. Si deve riuscire ad arrivare alla gente.
E poi se si suona si deve collaborare insieme. Sono
finiti i tempi dellindividualismo nella musica:
se io so una cosa mi adopero affinché anche
gli altri possano farla propria, è
la filosofia di Glauco.
Agli oscuri dilemmi del tipo o bianco o nero, o
sì o no, lui sa che cè una terza
alternativa: larte. Spetta alla nostra sensibilità
renderle giustizia. Riuscendo sempre a vedere oltre.
Se uno è un chitarrista lo è
perché gli altri lo considerano tale. Io
non sono diplomato e sto aspettando di diventare
musicista, questo può accadere unicamente
riuscendo ad avere il tempo e la capacità
di coltivare linteresse per la musica, nella
sua complessità. La chitarra è uno
strumento, sostiene Glauco. Ho cominciato
a suonare sulle orme di mio fratello, più
grande di me di quattro anni. Allepoca mi
piacevano gli Iron Maiden, il genere heavy metal,
insomma. Col tempo ho cominciato ad affinare lorecchio,
passando ad ascoltare Hendrix, il blues, poi la
musica classica.
Riesce ad esprimersi con le note, ma anche facendo
parlare il mondo che lo circonda attraverso il filtro
della sua telecamera. Il suono è immagine
e limmagine, come la musica, coinvolge i cinque
sensi delluomo, dice Glauco. Il suo
programma Tukur, andato in onda
sullemittente Canale 8, ha rivelato la sua
capacità di scomparire dietro i fatti, raccontandoli
con intrigante sobrietà e sorniona ironia.
Proprio dietro lapparente impersonalità
della trattazione, si cela il fascino di Tukur,
ben strutturato nei contenuti e nei tempi, dinamico
nel montaggio. Un bellesempio di televisione,
insomma. Una di quelle cose sulle quali ci si sofferma
con interesse, a dimostrazione che non cè
bisogno di fare le acrobazie per rendere accattivante
una produzione...
Chi credete che sia un artista? Un imbecille
che ha solo occhi se pittore, orecchie se musicista?
Al contrario, è al tempo stesso un essere
politico, costantemente allerta di fronte
agli strazianti, ardenti o dolci avvenimenti del
mondo, che si plasma completamente a loro immagine,
sosteneva il grande Picasso. Chi credete che sia
un cameraman? Un imbecille che ha solo la capacità
di portare in spalla una telecamera? Quanto sia
vero il contrario ce lo dimostra chi, come Glauco,
ha lorgoglio di essere, senza la presunzione
di apparire.
|
|