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ASPETTANDO
LA NOTTE DELLA TARANTA
La piccola grande orchestra
dei musicanti con la pizzica nel sangue
di MARIA PIA ROMANO
Contaminazione
addio. Anzi, arrivederci. Dopo la straordinaria
esperienza con Stewart Copeland, la Notte della
Taranta riparte dalle radici. Cioè da quello
straordinario patrimonio culturale delle voci e
dei suoni dei salentini. Voci e suoni veri, autentici.
Voci e suoni della tradizione dei padri. Non ancora
contaminati e contagiati dallinvadente
cultura televisiva. Si riparte dallOrchestra
popolare delle voci e dei suoni del Salento con
un maestro concertatore deccezione, quellAmbrogio
Sparagna (ormai di casa a Melpignano) che con il
suo organetto diatonico è un vero trascinatore.
Si riparte dalla grande tradizione per guardare
al futuro. La musica popolare salentina con ledizione
2004 della Notte della Taranta ha lambizione
di voltare pagina.
Nella frescura delle sale del Chiostro degli Agostiniani
a Melpignano, suggestiva dimora-laboratorio, prende
forma la grande orchestra popolare di sessanta elementi
che porterà in scena la voce del popolo salentino.
Un work in progress che non ha precedenti nella
storia della musica. Siamo stati tutti pizzicati
dalla Taranta, afferma sorridente quello che
sarà il maestro Concertatore delledizione
2004 della Notte della Taranta, Ambrogio Sparagna,
lallievo prediletto di Diego Carpitella, chiamato
a dirigere la prima grande orchestra popolare della
tradizione salentina.
In questi giorni si stanno svolgendo le prove
di sezione, quelle che io amo definire plenarie:
provano i cantanti, gli organetti, le corde, i solisti,
la sezione dei ritmi. I pezzi vengono studiati sezione
per sezione, per poi essere accorpati insieme. Queste
prove, che danno già il senso del lavoro
a cui puntiamo, vedono coinvolti gruppi di venti,
trenta persone alla volta ed andranno avanti fino
alla fine del mese. Dalla prima settimana di agosto
cominceranno le prove generali ed allora avremo
bisogno di una sala prove più grande, rispetto
al Chiostro del Convento, sottolinea Ambrogio
Sparagna, nel Salento già da maggio.
Le prove si svolgono stabilmente ogni settimana,
dal giovedì alla domenica, vanno avanti per
parecchie ore e la cosa più edificante, secondo
il maestro Sparagna, è constatare lincredibile
dedizione dei musicisti al progetto al quale stanno
dando vita. Sto riscontrando un entusiasmo
straordinario. Un atteggiamento costruttivo che
sto ammirando molto. Nessuno che abbia lorologio
alla mano mentre si prova, nessuno che abbia la
benché minima voglia di scappar via per andare
a fare qualcosaltro. Nessuno che abbia premura
di tornare a casa. Eppure la nostra orchestra popolare
raggruppa musicisti che arrivano anche da Ostuni,
da Villa Castelli, da San Pietro dei Normanni, e
che quindi percorrono centinaia di chilometri per
partecipare alle prove, afferma il maestro,
totalmente conquistato dalla voce della terra salentina.
Mancano poco meno di due mesi al concerto-evento
che si svolgerà nello spiazzo antistante
il chiostro degli Agostiniani a Melpignano e si
sente che lentusiasmo aumenta di giorno in
giorno. Ad ogni prova lorchestra cresce
ulteriormente. Si tratta di una situazione assolutamente
straordinaria in un contesto originale. Un work
in progress che rivela di giorno in giorno
le enormi potenzialità di unorchestra
che nessuno conosce, perché la stiamo creando
noi in questi mesi, afferma Ambrogio Sparagna,
che sottolinea: I ragazzi stanno dimostrando
una competenza straordinaria: conoscono molto bene
gli alberi di canto ascrivibili alle fonti della
tradizione musicale salentina e mi stanno aiutando
molto nel mio lavoro di scrittura ed arrangiamenti.
La cosa più bella è che sono tutti
giovani che non hanno ancora sporcato la loro voce
con il suono contemporaneo.
Ed
è proprio questo il punto di forza delledizione
2004 della Notte della Taranta: tornare ad attingere
dalle grandi risorse, veri giacimenti culturali,
della musica e del canto popolare salentini, alimentando
il filone della pizzica con quanto di più
di autentico ci possa essere nel Salento.
Questi giovani cantori, spiega entusiasta
Sparagna, hanno appreso le tecniche di canto
direttamente dai genitori o dai nonni, senza una
mediazione esterna. E questo rende giustizia allassoluta
autenticità delle loro voci, il cui unico
punto di riferimento chiaro ed esplicito è
la tradizione dei padri. Ho conosciuto una ragazzina
di 12 anni che riusciva a cantare come le anziane
che ho incontrato quando stavo con Carpitella, questo
semplicemente perché lo aveva imparato dalla
nonna.
Sparagna si sta prodigando per insegnare ai suoi
allievi il codice, lestetica della musica
popolare, le regole per cui una passata,
ovvero una frase musicale che si ripete, vada eseguita
in un modo invece che in un altro, inserendo il
complesso repertorio musicale salentino allinterno
di un panorama più vasto che comprende tutta
la musica popolare dellItalia centro-meridionale.
Parlo molto durante le prove: esiste unanalisi
verbale-espressiva della canzone, un abbellimento
in relazione al testo, quello che io chiamo codice
linguistico della musica popolare, che è
un sistema autonomo e che sto cercando di comunicare
agli allievi che mi stanno accompagnando in questavventura,
conclude il maestro.
Intanto, mentre altrove la tradizione è diventata
una cartolina, nel Salento i musicisti stanno ri-vivendo
la musica insieme. E gli ospiti che verranno (questanno
sono attesi sul palco di Melpignano le voci di Franco
Battiato e Francesco Di Giacomo, ex Banco del Mutuo
Soccorso) saranno in sintonia col progetto: si metteranno
in gioco interagendo e cantando dal punto di vista
dellorchestra. Di quellorchestra creata
da colui che dice di sé non sono un
accademico, il mio è un percorso artistico
interamente legato al suonare con gli altri.
E con Ambrogio Sparagna nulla è scontato.
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