Salento live...

RADIODERVISH
La dolce musica di Nabil
melodie da Mille e una notte



Le Mille e Una Notte in musica. Atmosfere rarefatte, in cui si perdono in confini dello spazio e del tempo. Dimensioni oniriche in cui la mente si trova a fluttuare, sospesa a metà tra l’incanto della visione e lo stupore della scoperta. “In search of Simurgh”, l’ultimo album dei Radiodervish, racconta storie incantate di un mondo popolato di principesse e poeti, schiavi ed arcangeli, lasciando le note libere di scorrere sulla pelle e nel cuore di chi le ascolta.
In un suggestivo trascolorare d’immagini, la musica diventa specchio e riflesso dei paesaggi dell’animo, perché il viaggio metaforico altro non è, se non un affresco meraviglioso dell’umanità.
Un’incantevole suite orientale, che trae l’ispirazione da un libro che è un classico della letteratura sufi: una narrazione sull’impresa degli uccelli che, riuniti a convegno, decidono di partire alla ricerca del loro Re, il Simurgh. Le musiche ricreano le emozioni della fiaba, i testi parlano la molteplicità dei linguaggi, come nello stile dei Radiodervish, toccando prevalentemente l’arabo, l’inglese e l’italiano.
“Io e Michele avevamo già da tempo il progetto di costruire un disco attorno ad un progetto letterario. Leggendo “Mantiq at-Tayr”, ovvero “Il verbo degli uccelli” dell’autore persiano del XII secolo Farid ad-din Attar, abbiamo capito che si stava materializzando il nostro sogno: ciò che cercavamo era racchiuso in quelle pagine. Entrare nell’atmosfera del volo, una sorta di viaggio metaforico, ci ha portati a focalizzare la stesura dell’album sulla narrazione simbolica del testo”, spiega con trasporto Nabil, inconfondibile voce dei Radiodervish, amato dal pubblico salentino che, nel segno della pace, lo ha “adottato” come cittadino di Melpignano insieme alla cantante israeliana Noa.
Nell’opera dell’autore persiano ci sono diversi canti, che sono stati tradotti in musica: c’è il tenero amore di Layla e Mjnum, l’emblema degli innamorati nella letteratura orientale; ci sono l’Upupa e la Fenice, uccelli chiave della simbologia mistica, e il volo, metafora principale che attraversa sia le pagine, che le tracce del cd. “Il volo sta a simboleggiare il viaggio metaforico che ognuno di noi compie nella vita quotidiana, alla ricerca della Verità. Una volta giunti a destinazione gli uccelli scoprono di trovarsi di fronte a loro stessi. Simurgh non esiste fuori di loro, ma dentro di loro. Simurgh è in ognuno di noi: è qualcosa di recondito e dimenticato, perché oppresso da sovrastrutture che incombono sulle manifestazioni della natura in tutti i suoi aspetti”, afferma Nabil, che sottolinea: “Il libro colpisce d’impatto per il senso di spazio, libertà, ariosità che riesce ad infondere nel lettore. Il disco ha ripreso questo progetto festante, costruendo le proprie atmosfere in maniera inusuale. Ovvero fuori dagli schemi seguiti dalla canzone tradizionale: con refrain e strofe. Nel nostro album abbiamo voluto lasciare la musica vibrare nell’aria in modo libero, senza schemi precostituiti, senza rispettare i canoni della canzone. Da qui nasce “In search of Simurgh” inteso come suite orientale”.
All’interno dell’album si respirano i chiaroscuri che appartengono alla sensibilità dell’animo umano. C’è tutta la mediterraneità in questo lavoro e s’intreccia con le atmosfere incantate di un libro costellato di favole, che hanno il sapore delle Mille e Una Notte. Un mondo di poeti innamorati all’estremo, fanciulle dal volto di luna, schiavi dal petto d’argento, arcangeli che parlano agli uomini, principesse, storie d’amore sullo stile di Romeo e Giulietta, popolano queste pagine, creando un quadro multicolore e sfaccettato, come la società di quei tempi. “È un Medio Oriente dai colori che non possono che essere esaltati quello che abbiamo incontrato leggendo le pagine del libro”, racconta ancora Nabil, “Noi l’abbiamo rivissuto nelle atmosfere mediterranee della Puglia, ascoltando affascinati storie di suggestioni lontane nel tempo”.
Le musiche ed i testi sono di Michele Lobaccaro e Nabil Salameh, la produzione artistica è di Saro Casentino, gli arrangiamenti di Michele, Nabil, Saro ed Alessandro Pipino. A cura della Princigalli Produzioni.
Siti internet: www.radiodervish.com http://musica.ilmanifesto.it.

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