BOTTEGHE

 

   
lo sguardo di Omero
che bel paesaggio da racconatre
di Lori Albanese

Il paesaggio come soggetto vivo; l’identità culturale di una terra analizzata a partire dalle sue peculiarità ambientali, storiche, archeologiche e artistiche, oltre che dalle pieghe antropologiche delle civiltà che quel luogo lo hanno vissuto e attraversato. Ruota attorno a questo aspetto la prima edizione de “Lo sguardo di Omero”, il festival delle narrazioni filmiche dedicate a luoghi, culture e identità, promosso dal Comune di Melendugno (in partenariato con l’Istituto di Culture Mediterranee della provincia di Lecce e la Pao Film, e realizzato con il contributo della Regione Puglia) che si terrà dal 2 al 5 settembre tra l’anfiteatro comunale di Torre dell’Orso, il porto di San Foca e il villaggio rinascimentale di Roca Nuova (sede dei seminari).
Il paese scelto per questo esordio è l’Italia, che verrà rappresentata scenograficamente e raccontata da un’opera fuori concorso del regista invitato come ospite d’onore. Con lo sguardo rivolto alla delicata relazione tra l’uomo e il suo ambiente, la rassegna si articola in varie sezioni riservate ai documentari, agli spot pubblicitari, ai servizi televisivi, e a tutte quelle opere in formato digitale che abbiano per soggetto uno o più paesi d’Europa e del Bacino del Mediterraneo e che guardino al paesaggio mettendone in luce il ruolo attivo di protagonista, non inerte cornice, ma attore che incide sulla storia e concorre alla sua evoluzione, al pari dell’uomo.

 

Ad arricchire il programma del festival, dal 27 agosto al 2 settembre, un seminario-laboratorio per un’antropologia della visione del paesaggio, dell’architettura e delle persone che indagherà sulle potenzialità espressive e creative per una nuova percezione della realtà, a cura di Daria Menozzi ed Elisabetta Pandimiglio: sei giorni attraverso le pratiche documentarie della produzione di immagini, ricerche, riprese video, montaggio e post produzione. Si parte dall’analisi di diversi linguaggi e stili di racconto, attraverso la visione di spezzoni di vari film documentari per giungere alla decostruzione dei lavori proiettati e all’individuazione delle scelte narrativo-formali. Si va avanti ad analizzare le tecniche dell’attesa, l’ascolto, l’osservazione, il pedinamento, la ricerca, le diverse forme di cinema verità. Il “reale” e il modo in cui lo si riprende sono oggetto di approfondimento così come la necessità di un progetto narrativo-formale, dall’idea allo sviluppo narrativo (differenze tra scaletta, trattamento e sceneggiatura). Si giungerà poi alla fase dell’impostazione di un piano di riprese, dall’inquadratura alla scelta del punto di vista e di un angolo d’osservazione. Infine si studierà la centralità del montaggio nel cinema documentaristico.
Info: 320/0631370.