Le donnine allegre di Maria Teresa il mondo di terracotta sull'Arca di Noè
di Giuliana Coppola
 Lo senti in lontananza il tintinnio leggero di una campanella? E allora segui la direzione; segui il suono e giungerai… giungerai accanto all’Arca di Noè che, non è uno scherzo, ti sei ritrovato ad un passo da casa tua.
Incredibile Maria Teresa Gigante che dà voce alle favole e ora s’è inventata pure la treccia, lunga lunga, leggera leggera come quella d’un tempo che spariva subito subito nel segreto della crocchia; solo un attimo per coglierne il fascino e via… il fascino diventava mistero biondo o bruno; poi grigio, man mano… s’assottigliava crocchia; oggi l’hai ritrovata la treccia; s’è salvata anche lei dal diluvio che distrugge ricordi; Maria Teresa l’ha posata ad ornare le sue comari, le sue donnine allegre che sono così come lei le crea e le racconta.
“Io non le volevo grasse e tristi, ti dice, ma serene come la donzelletta che vien dalla campagna; le mie donnine, io, le ho volute giovani giovani e festose”… festose e assorte come un verso di poeta, un prato di papaveri e margherite, come il tintinnio d’una campanella e il suono magico del fischietto e il volo di rondini che in questo momento fa sorridere pure sant’Oronzo sospeso su vetusto capitello…
Vuoi andare a scoprire anche tu il segreto d’una treccia libera di danzare su passo di donna? Devi lasciarti coccolare dalle voci del centro storico di Lecce, cercare e sfiorare l’anfiteatro, sant’Oronzo, la chiesa di san Giuseppe… accanto accanto a lei, via Acaja n. 7, t’accoglierà l’Arca di Noè; è azzurra come il cielo e basterà che tu volgi sguardo attorno per ritrovare tutti i compagni di strada che tu hai ben custoditi nella “nicchia ecologica dell’anima”, tua, così come t’ha insegnato Nicolas Humphrey, il professore, e t’ha fatto passare l’ansia, a te che a volte credi ancora d’udirlo il respiro delle favole.
E mentre pensi, sei già arrivato… ecco da dove proveniva tintinnio leggero di campanella… non c’è un crepaccio, non c’è pericolo per te, trovi ad attenderti l’azzurro dell’Arca, il sorriso di Maria Teresa, angeli a braccine conserte e mani tese… non sia mai che arrivino canarini e cardellini gialli e colombine bianche e non ci sia un posticino per posarsi; troverai le creature dell’universo tutto e il senso vero delle leggende che, in fondo, nient’altro fanno se non ridare vita a chi l’aveva persa per strada. Incredibile Maria Teresa; lei, attimo dopo attimo, crea per donare vita alle creature che popolano la sua fantasia;
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le modella in terracotta e regala loro la forma e l’esistenza e non può essere che non abbiano anima; darà segno di sé quando lei lo vorrà.Osservi le mani di questa donna silenziosa che ha scelto il suo lavoro per curiosità e per passione d’una arte antica. Cavallino il paese che le ha dato i natali, Lecce la città degli studi d’arte e dell’ispirazione, la bottega di donna Barbara e le sue ceramiche preziose, per l’apprendistato; in bottega, come è giusto che sia, perché “profuma di invenzione e di creazione una bottega” e poi la decisione di realizzare il sogno e la favola “l’Arca di Noè è bottega e luogo e rifugio dell’arte che può salvare dal diluvio delle solite cose di sempre il mondo della tradizione pura che è mia passione e mia curiosità”. Una scelta, quella di iniziare dai fischietti, che sono pecorelle e civette ed elefanti ed uccellini e fiori e sole e luna e stelle e angeli e donnine allegre e festose, ma sono soprattutto il segno - richiamo di un sentimento d’amicizia e d’amore, il segno e il richiamo d’una storia che continua. Che c’era una volta l’umile giocattolo dei bimbi poveri; aveva il colore della terra ed era di solito un galletto e portava lontano la malinconia… evocava suoni di foglie e di creature… non ci si perdeva a seguire suo sibilo. C’è oggi il fischietto, variopinto, colorato, giovane e fantasioso, colto per il suo bagaglio di esperienze, di passato da non tradire mai, di futuro affidato ad una fantasia che non delude le esigenze della creatività e della manualità. E continua la ricerca, perché bisogna sempre rinnovarsi, studiare e ricercare.
L’Arca di Noè azzurra oggi è un po’ sbrecciata; ne ha salvate tante di creature, ma non pensava che avrebbe dovuto caricare su di sé, tra gli altri, che si sono stretti a dargli spazio, anche Pinocchio e Lucignolo e i ciuchini a condurre carro verso il paese dei balocchi… una favola intera, una storia intera raccontata da figure plasmate nella terra cotta, vive, ma così vive da sentire le loro voci e ascoltare le loro risate.
Osservi le mani di Maria Teresa, nel silenzio della sua fatica; son lievi come carezza e pensi che davvero natura dà a ciascuno il suo; a questa donna che lavora per passione, ha donato mani leggere che, mentre plasmano e modellano e formano, sfiorano appena la terra cotta; la senti calda e docile; non resiste alla carezza… intanto, all’ombra d’angeli e santi, all’ombra della chiesa, tintinna lieve suono di campana… non ti perderai se la porterai con te.
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