Tessera su tessera
sogni e luci di figure di mosaico

di Giuliana Coppola
La bottega di Alberto Giangrande è in via Pirelli 109 a Campi Salentina; e sai perché lo dici subito? Perché hai dovuto cercare a lungo prima di trovare l’angolo dove tessera su tessera l’artista dona luce a figure di mosaico; che così è fatto Alberto; se gli chiedi la sua storia d’artista, lui ti parla della storia del maestro suo, Raffaele Spizzico, che gli ha insegnato davvero tutto e lui, Alberto, altro non è, a suo dire, che “custode dell’insegnamento del Maestro, professor Raffaele Spizzico, il ricordo del quale è sempre presente nelle mie rappresentazioni di storie, costumi e credenze arcaiche e recenti, eseguite con l’antica tecnica musiva, celebrata nei secoli”. Quando poi t’ha raccontato tutto della grandezza del maestro e gli si sono inumiditi gli occhi nel ricordo e tu cerchi di ritornare al punto di partenza, lui, l’Alberto, inizia ad elogiarti le opere dei suoi discepoli, degli studenti del Liceo Artistico di Lecce e ti fa da guida, neanche Virgilio con Dante, tra pezzi di bravura che, però, non gli appartengono, se non per il fatto che ci scorgi, visibile e chiara, la passione per l’arte che solo maestro vero può passare a discepoli attenti, così come succedeva in botteghe d’un tempo. E se tu ancora lo richiami all’argomento, l’Alberto t’offre la visione di due farfalle enormi, bellissime, luminose come luce di speranza, quella offerta da due donne giovani che hanno nome Simona e che speranza non persero in giorni di buio; così tu ti perdi nel pensiero di mani di giovani discepole che nelle aule del Liceo Artistico, giorno dopo giorno, tessera dopo tessera, hanno creato un sogno e poi senti l’Alberto che ti dice “si è lavorato tanto su questa idea; prima si prepara il disegno, poi su di esso si applicano le tessere costruendo il piano musivo e quando il piano musivo è terminato, lavorando tutto all’inverso, si predispongono le malte, si versano sul lavoro realizzato, il piano prende consistenza e durezza, lo si gira, si toglie il foglio del disegno originale e l’immagine appare in positivo”… Senti voce di Alberto e t’accorgi che ancora una volta non ha parlato di sé ma dell’arte del mosaico, mirabile, difficile, antica come la storia insegna e allora decidi; tu andrai a trovarlo nella sua bottega senza neppure avvisarlo e se non lo trovi, pazienza; in fondo è questo che tu vuoi; tu vuoi che siano le sue rappresentazioni di storie, costumi e credenze arcaiche e recenti, eseguite con l’antica tecnica musiva a parlarti del creatore loro.

Non trovi l’Alberto ma t’accoglie Marilena e il suo sorriso, t’accolgono pesci allegri in un mare di mosaico, ti salutano e non volano via le colombe della pace, ali spiegate verso il cielo ed è così vera la fontana ché le svolazza attorno pettirosso e le tessere, arcobaleno di luce e di colori, aspettano che ritorni il maestro e inizi, sistemandole, nuove storie su nuovi disegni e intorno c’è profumo d’ortale, di aranci e di limoni e l’edera tranquilla s’arrampica sui tronchi e su una parete, indisturbato, un angelo biondo suona assorto il suo liuto. Dintorno, sussurro di tessere; il loro viaggio inizia da Ravenna, patria del mosaico; si ferma in questa bottega di via Pirelli a Campi; ma si ferma quel tanto che basta perché armonia di struttura dia loro vita nuova grazie a perizia di mani esperte. Chè è pittore l’Alberto, sussurrano le tessere; alle creature che disegna restituisce con la linea, l’anima; ed è docente l’Alberto; dà voce alle sue creature ed è gioco d’ombre, di parvenze, di prospettiva, di chiaroscuri, di contrasti da trasmettere a chi osserva. Ed è maestro mosaicista l’Alberto e sa trasmettere emozioni; t’aveva detto l’Alberto di questa emozione che anche lui sente ad opera finita, quasi come per il miracolo di una nuova nascita; tu la percepisci e la fai tua e d’un tratto t’accorgi che hai puntati su di te sguardi… migliaia di sguardi d’ogni colore… fissano il tempo… tu pensi che davvero un mosaico è quasi simile al tempo; il tempo esiste perché esistono gli attimi, i secondi, i minuti, le ore, i giorni, le stagioni, tessere d’una vita che si dispiega, diversa nelle sue forme e nelle sue sfaccettature, nei suoi colori e nei suoi profumi; le meridiane segnano questi passaggi, seguendo passaggio di ombre e di luce. Ecco, il mosaico fissa il tempo che scorre; lo rappresenta e lo rapprende… un miracolo, quasi, che Alberto Giangrande regala a chi ha voglia di fermarsi un attimo a pensare che luna brilla mentre canta gallo e su tutti splende il caldo d’un sole mediterraneo ed è così dolce tuffarsi in un mare di grano dorato che diventerà pane da gustare nell’ebbrezza del vermiglio Bacco, mentre ti consigliano i tuoi santi di pregare e lavorare e ti da forza lo scazzamurieddu, la forza dell’ironia… tessere, migliaia di tessere a raccontare la storia dell’Alberto che intanto è arrivato; ma tu non hai bisogno più di chiedergli nulla, tanto ha già ricominciato a mostrarti, neanche Virgilio con Dante, le meraviglie di quel suo amico pittore, di quel suo amico scultore, di quei tanti amici che lavorano nel silenzio e sono così bravi, così bravi… sussurrano le tessere di Alberto, venute da Ravenna; loro, la storia te l’hanno raccontata e tu la passi agli altri perché diventi patrimonio di tutti.