Tra orizzonti di mare e macchia selvaggia nascono i formaggi al profumo di mirto
di Giuliana Coppola
E sei tornato… te l’aveva detto Roberto che Bellimento è davvero bottega da non perdere; tu sei tornato; la strada è quella che hai trovato prima di perderti dietro a Capitano. T’accoglie insegna di pietra che sembra scolpita e invece è nata come tu la vedi; l’hanno scelta, fra tante, Giuseppe e Rosanna e Stefano e Gloria e Vincenzo e Lucia e Mario e Laura e Concettina la nonna e Concettina la zia (due secoli tutti da raccontare) ed è allegra, la pietra, come tutta questa famiglia e questa casa che t’accoglie a braccia aperte e comignoli fumanti; così ti spieghi questo sapore, che si scioglie in bocca, di formaggio e ricotta e caciocavallo e giuncata e mozzarelle e miele e polline anche… E d’un tratto ti ricordi che non sei andato a salutare api… si può andar via e non salutare api? Sei ritornato e Martino riprende a ragliare. Lo senti? Martino è la prima creatura che incontri, dopo aver abbracciato Giuseppe; Martino ha accanto Martina; Giuseppe te li presenta, come è bene che sia e invade l’aria raglio di due asinelli da far invidia a fiaba di Pinocchio. Io vivo di qua… ti dice Giuseppe e vivere di qua significa che t’alzi quando s’alza prima stella del mattino nel cielo e vai a dormire non sai quando e non sai neppure se sonno tuo sarà continuo; se capretto o vitellino o maialino decidono di nascere di notte? E già, se lo decidono? Non è che puoi lasciare sola una creatura che viene al mondo… e tu, tu t’immergi tra belati di capre bianche senza corna, razza ionica; centoquaranta, una più o una meno, tanto per gradire… dapprima di spalle, intente a brucare e poi si voltano tutte insieme ad osservarti ché le ha chiamate Giuseppe… ninì, ninì, ninì… e duecentoottanta occhi curiosi si voltano a osservarti. E intanto è ora di mungitura… profumo di latte fresco al tramonto e perdi il conto delle mucche che ti sembra arrivino da ogni parte, saltellando; davvero, saltellano a Bellimento le mucche e c’è un toro che più toro non si può a proteggere famiglia di vitellini e femmine sue e il gattone fa le fusa a Laika, la cagnona, e tu ti giri e si moltiplicano cani e gatti e oche e galline e non sai che da un po’ scomparivano le uova? Una volpe, tu stai pensando… no, un serpentello che gradiva a colazione uova fresche di galline Bellimento.

E davvero capisci il perché non bastino ore del giorno per tener a bada quest’angolo di terra che dev’essere pure nutrito e curato e accudito; dall’alba al tramonto, dal tramonto a sera… il ritmo della fatica segna il ritmo dei giorni, ma è ritmo allegro, come il passo di Giuseppe che segui mentre sale in terrazza e davanti a te ritrovi il mare e le torri e la macchia, una distesa infinita di colori… E poi? Poi Giuseppe t’invita ad entrare a casa; attento; scegli che non siano le 16.30 se vuoi salutare nonna Concettina; alle 16.30 nonna Concettina prega e san Donato ascolta; non disturbare lei che prega e l’ascolta san Donato e anche Mario, il nonno, ma su nel cielo. Ché è tutto merito suo l’inizio di questa storia - tipo arca di Noè ma sulla terra - dove anche le tarante filano tranquille e nessuno le disturba e passano gli angeli. Ed è per questo che nonna Concettina ha sempre cucinato il doppio, il triplo e il quadruplo pi l’angili ca passanu e chissà se non passa pure Capitano… Sotto terra, confini non trovi… ti ricorda zia Concettina e la sua saggezza di ottantanove primavere; qui, a Bellimento, i confini si allargano come orizzonti di mare e spunnulate e quintali di latte che diventano formaggio tipico ogni mattina e te lo offre la Luciana, formaggio di capra bianca senza corna, razza ionica pura e t’offre polline che sa di mirto e di lentisco e di timo e di salicornia, erba che ha preso il nome dai salici. E di nuovo ti sei scordato le api, perso dietro le mani di nonna Concettina che, tanto per non saper che fare, crea tappeti e tappeti, per tutti, casomai passano gli angeli e hanno anche loro bisogno di sedersi comodi… È crepuscolo ormai e senti che forse canteranno i grilli, lo sai che a Bellimento troverai per tavolo una pietra grande quanto un altare, posata su tronchi e intorno c’è voce d’alberi e di vento? Su pietra, un giorno, s’offriva cibo agli dei… se ne sente il profumo; è profumo di mirto, mentre ti allontani.