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Dal
Mozambico al Salento
I colori di Miguel il sognatore
di Giuliana Coppola
Ed
oggi che ancora una volta sanguina la ferita del mondo,
oggi tu vai a trovarlo Miguel nela sua bottega-isola in
un mare di periferia. Ti accompagnano gli occhi chiari di
Cinzia, ti precede il passo di Ivan; con loro ti sembra
che sattutisca il senso di perdita per questaltra
aurora di guerra; grazie a loro incontri Miguel, il sognatore,
che affida a serrande di altri i suoi sogni ché
questo è il mio lavoro. Più in alto
vola il gabbiano, più vede lontano, gli sussurri,
a mo di saluto e preghiera e sillumina il suo
sorriso. Ti
ricorda che un giorno, nella sua Chifina, isola tra barriere
di corallo, lo cullavano i gabbiani; ora li dipinge, li
ricrea, dovunque, con tutte le tecniche e tutti i materiali
trasformati e rivissuti, riciclando spesso rifiuti duna
pattumiera di strada. E i rifiuti riprendono vita nelle
mani di Miguel, giovane uomo di trentatre anni, che un giorno
ha lasciato la sua patria, il Mozambico, ferita
dalla guerra ed è venuto a incontrare la terra salentina,
a
ritrovare il
sole e pietre e conchiglie, a cercare farfalle che tanto,
coi sogni, le superi le frontiere, fili spinati a imprigionare
piume di libertà; ma una piuma ti rimane nel cuore
a lenire crampi di nostalgia. Nostalgia di casa
trovi scritto da Miguel Unora di crepuscolo/
avvolto dal fuoco/ sacro e in te entrerò/ spirito
delle palme./ La tua notte rinfreschi/ il desiderio di stare
/tra la mia gente, adesso. Lha lasciata la sua
gente un giorno; ne trovi i segni intorno a lui.
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Ogni
angolo un colore; ogni frammento un colore, un ricordo, un desiderio;
il rosso del corallo e dei tramonti, il verde delle palme, il
bianco dei fiori di ibiscus; il giallo e lazzurro e il blu
di ali di farfalle, di piume di pappagalli; ogni ramo, ogni scheggia
di tronco un petalo di esistenza. Ai piedi del letto la sabbia;
lisola, la sua isola, racchiusa nella cornice di un quadro.
Ti racconta Miguel Appena sveglio, posavo nella sabbia i
miei piedi; difronte il mare e il sole; oggi sabbia salentina
è ai suoi piedi; gli augura che sia sereno il suo giorno
al mattino; odore di conchiglie, dun tratto e di terra,
manciate di terra ovunque io vado, riporto con me un barattolo
di terra perché quando avrò finito questi miei viaggi,
farò un quadro con tutta la terra delle terre dove ho posato
i miei piedi. Questo è il mio sogno sogni di Miguel
che ha imparato tecniche a scuola darte e allaccademia,
ma gli appartiene fantasia e creatività; taccorgi
che ridà vita a tartarughe sospese accanto ai gabbiani
e farfalle.
Ora ti racconterò e potrai pensare che è una
favola, ma è la mia vita anche questa. Che un giorno, nel
mio mare corallino, avrei perso la vita io bambino attirato dalle
onde; mi offrì il suo dorso una testuggine; mi ritrovai
sul lido; era ai miei piedi la sabbia. Dun tratto
la vedi su tela di sacco limmagine ma perché
non smetto mai di sanguinare? ti chiede limmagine
e ti ricorda che niente rimargina una ferita di guerra. Lo sa
Miguel, uomo libero e dolce come un delfino, che si sente a casa
dovunque, che affida ad ogni strumento musicale i suoi respiri
di libertà e nostalgia. Sono un uomo libero e posso
essere a casa dovunque. Non ho bisogno di molto per vivere...
gli rubi i pensieri che trovi dipinti, sogni racchiusi in sillabe,
note , colori, corde e fili e ibiscus. Ecco, se tu cerchi Miguel,
non guardare la strada-pattumiera di periferia di zona industriale;
immagina il mare e la sabbia e le conchiglie; pensa a delfini
e gabbiani. Troverai Miguel lì dove ti condurranno petali
portati dal vento; ti saluteranno grandi occhi di donna impressi
su carta, su tela, su legno; ti sorrideranno tra ghirlande di
ibiscus; porta a Miguel una manciata di terra del tuo paese e
affidagli una serranda, una tela, un foglio di carta; avrai squarci
di vita creati da lui, il sognatore artista, ché
questo è il mio lavoro.
I sogni ritornano allalba... stridono i gabbiani a Chefina....
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