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Cuore
di pietra e lacrime dangelo
di Giuliana Coppola
E fu filia, amore fraterno, soffio di aria,
spiriti di guerra, senzarmi con la sola forza della musica;
andiamo... campo di battaglia la melodia, a tratti melanconica,
a tratti vorticosa, per dire e convogliare il profumo di un
unico respiro la forza di una sola identità...
e fu filia, complice fratellanza, quella che ti
legherà allorganetto di Donatello... da Taviano
al mondo, ma per restare legati alla terra, che taccoglie
oggi, che, tranquillo, porterai con te come sapore buono...
Ti seguirà il ritmo, da angolo ad angolo, da bottega
a bottega, perché è forte il suo respiro; respiro
di note, di profumi, di pietra, di angeli, di cristi e di santi,
di reti riparate al sole, di ricami agli angoli delle case;
fruscii e danze; danza lu ruteddhu a Lucugnano nel
paese della terracotta, danza la taranta, danzano le mani...
taccompagni lorganetto e fu bottega. |
Bottega
è un albero di fico, enorme, sulla sinistra per chi va ai
laghi Alimini, sulla destra per chi i laghi Alimini se li è
lasciati alle spalle; ti aspettano i capperi, già in salamoia,
quelli che le donne salentine hanno raccolto, scegliendoli bene
in luoghi che sanno di mare. E taspetta lorigano, a
mazzi, se tu lo preferisci, già seccati al sole o già
pronto alluso, piccoli semi dorigano da distribuire
sul pane. E taspettano ghirlande di peperoni e pomodori secchi
e melanzane sottolio e caroselle allaceto
che lo conservano tutto il profumo del finocchio. Tattendono
tarallini e frise; loro, le donne otrantine, hanno lavorato e lavorano
per te, dallalba al tramonto e bottega è lalbero
di fico, così grande da sembrare una casa. A due passi il
mare e le dune; a sera la luna sui pini e sul fico grande quanto
una casa.
Bottega
è un forno nel Salento, a legna, naturalmente. Lo incontri
a Palmariggi, a Cursi, a Scorrano, a Specchia Gallone, a Maglie,
a Cutrofiano... dovunque tu senta odore di pane, ma di quello che
conserva i sapori della terra del grano e dei fili di giunco degli
Alimini e dei rami dellulivo e dellalloro che spolverano
le chianche perché non rimanga cenere... Cottura
lunga che accarezza i panetti arricciati da un filo di spago o dacciaio,
identica in tutti i forni a pietra che incontri in momenti diversi
della giornata che tanto i forni sono aperti di notte e di giorno...
Di notte la mamma lievita la farina, alle tre, prima
che il gallo canti, si inizia... Si scana a mano con
forza, mani forti di donne che lavorano la pasta e la formano e
modellano quel pane che tu gusterai, le frise che potrai bagnare
nellacqua limpida di mare.
Bottega
è a Lucugnano, lì dove il tornio esiste da sempre
ad aiutare le mani delluomo che plasmano ancora largilla
e le danno, se non proprio lanima, la forma, dapprima grigia
del profondo della terra che la ospita, dei colori del Salento poi...
Va gustata in un piatto di terracotta la frisa, quello con stelline
azzurre; le crea da anni Donato Ferrari. Tu prendi la statale 275
che da Maglie giunge sino a Leuca, tra paesi, per 25 chilometri,
un bagno tra gli ulivi. Tattende la terracotta e la danza
de lu ruteddhu, danza veloce di mani e piedi in sincronia
accanto al tornio. Ripensa alla nota dellorganetto, filia,
filia...
Bottega
è Santo Lasi, cuore di pietra... Se lo incontri sul cammino
lulivo imbiancato, ricorda che può averlo imbiancato
la piuma, segno che si lavora laggiù, nella bottega
a cielo aperto, così vasta, così profonda così
unica che ha nome di cava. Si gusta una frisa su uno
scalino di pietra, rosa o grigia... Te la racconteranno la differenza
di un colore racchiuso in un masso di pietra Benito ed Egidio Pitardi,
a Santo Lasi; ti indicheranno nella cava i segni secolari della
fatica delluomo e della sofferenza della pietra che ha deciso
di darsi tutta alle popolazioni salentine, per diventare, a seconda
della sua natura, dolce o dura, rosa o grigia, volto dangelo
e parete di sostegno... E se cè la luna, potrai sentirlo
oggi un tamburello che empie le cave, quelle abbandonate... Forse
è il tamburello di Biagio...
Bottega
è un angolo sospeso tra alberi di melo e di fichi dIndia
e di melograno; dintorno lodore dellestate piena...
Torrepaduli, frazione di Ruffano, la raggiungi dalla statale che
porta a Leuca, ancora, tattende Biagio Panico, signore dei
tamburelli che ormai li crea a migliaia, uno dopo laltro,
uno diverso dallaltro. Eppure dovrebbero essere tutti simili
chè tanto, sempre di pelle di capra son fatti e di legno
di faggio e son di legno i chiodi e son di latta i cimbali... Socchiudi
gli occhi e lo vedi danzare il Salento... filia, filia...ricordi?
Una frisa, un piatto di terracotta, uno scalino di pietra, un tamburello,
un angelo...
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Bottega
è un sentiero... lacrime dangelo... Hanno la leggerezza
di lacrime dangelo le pietre sollevate da Donato e Antonio
Piliego, a formare pariti, a difendere e proteggere
e cè solo terra a sostenere la pietra su pietra. Ad
aiutarti le mani nude, accarezzano la pietra ed è soltanto
la carezza di mani a far capire se lei e non unaltra deve
occupare quel posto; un tocco di mazzetta per smussare
angoli o spigoli e lei trova il suo posto, così preciso,
così aderente alla sua forma che non si muoverà più...
Crescono tra i muri di pietra capperi ed origano, si nasconde la
taranta...
Bottega,
mille botteghe, ad accogliere angeli, dolcissimi angeli di cartapesta,
perché non puoi non sentirlo lodore, quando sono rossi
i carboni delle fornicella ed esce arroventata la stecca e si posa
sul corpo dellangelo, dei santi, dei pupi, dei fiori, dellangelo
ancora. E tu avrai voglia che allarghi le ali, langelo, e
se ne vada lontano dalle mani delluomo, perché non
gli faccia male il fuoco del maestro cartapestaio... Ma la stecca
passa leggera e tu diventerai dun tratto parte di questo mondo
di cartapesta che giorno dopo giorno, piega dopo piega, statua dopo
statua, vive, da secoli, negli angoli della Lecce popolata di maestri,
così infinito e così salentino questo universo che
profuma di paglia, di terra, di filo di ferro, di spago e carta,
la leggerezza delle povere cose di sempre che diventa tesoro, grazie
alla fantasia, alla fede, alle mani degli uomini... Hanno unanima
i pupi di cartapesta, di legno, di filo...
Bottega
è la casa dei pulcinella e dei pinocchio, degli omini e dei
galletti, delle ballerine e dei saltarelli, dei cavallucci a dondolo,
delle creature tutte giocattoli da favola che ancora
oggi, dopo quasi un secolo continuano ad esistere e a vivere...
Esiste ancora un giocattolaio che dà vita a semplici pezzi
di legno... La bottega di Franco Giustiziero è a Maglie...
Le creature di legno ti racconteranno la favola, unica nel suo genere,
di Pulcinella, di pupi di legno con lanima... Pupi, a Maglie
ancora, ma una stella tra la pupa e il pupo...
Gioielli di ricamo su lino a punto Maglie o punto ago, milioni di
punti a ricamare corredi, giornate di fatica perché allora
una giornata di fatica procurava pane o lino, forse anche oggi,
ma le donne sorridenti, ti raccontano la gioia di un orlo prezioso,
sotto lo sguardo di un Cristo, prezioso come un orlo e un ricamo
ed una fede... filia, filia... Mentre lo guardi il Cristo di Raffaele
Toma il maestro che crea da solo in un laboratorio-casa museo preziosi
ricami di ferro e lha creato il Cristo fra schegge e giochi
di luci, la forgia, lincudine, il martello, il tondino di
ferro che si riscalda e si forma, colpo dopo colpo... filo dopo
filo...
Bottega
è un cielo, il mare, la voce del vento nella casa di via
Moline 21 a Gallipoli che odora di salsedine ed ha i balconi sospesi
nellazzurro. Zio Mario, una vita tra reti e mare, ti insegnerà
a costruirla una rete forte quella che ti permette di prendere quintali
di pesce; lo senti il ritmo delle onde in sottofondo ed è
continuo il sibilo lungo del vento... profumo di masculari
preparati dalla zia Agatuccia, moglie di Mario; se ne avrai voglia,
te lo offrirà per la tua frisa; sorridono gli occhi della
gente salentina...
Bottega
è a Melpignano; ti accoglieranno gli occhi chiari di Tonia
e Salvatore Solombrino, un tocco da maestro per un abito seconda
pelle. Ti accoglieranno estro, creatività e fantasia,
un pizzico di follia tra un abito e laltro, odore di filo
e di stoffa, musica sempre, perché musica è
poesia come poesia è tutto ciò che si costruisce
con lamore di un genio che modella, giocando con stoffe e
colori, ubbidendo al piacere di seguire larmonia della forma.
Bottega
è a Taviano, dove hai incontrato Donatello e il suo organetto.
Thanno poi accompagnato le sue note e dun tratto il
cielo sinarca su di te... Non aver paura se sinarca
il cielo per confondersi con le migliaia di lampadine accese una
dopo laltra da mano di uomini che da Scorrano creano ovunque
luminarie per santi da festeggiare. Segui il cielo che sinarca...
finirà lestate, non finirà la musica perché
musica è campo di battaglia senza armi, profumo di un unico
respiro, un solo battito, un soffio daria, la forza di una
sola identità, quella salentina... filia, filia.
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